La Peroni cruda La nuova birra senza pastorizzazione

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E' nata la Peroni Cruda, la birra non pastorizzata targata Peroni. E' stata presentata il 29 marzo presso il ristorante Pasta d'Autore di Milano, insieme alle linee guida per la distribuzione e la comunicazione pubblicitaria del nuovo brand della birra più famosa d'Italia.

 

Perchè la Peroni cruda è diversa dalle altre? Il segreto sta nella lavorazione. Infatti nel processo di preparazione della maggior parte delle birre è inserita la pastorizzazione, ovvero la lavorazione ad alte temperature che garantisce al prodotto finale una conservazione più duratura. Questo procedimento è la norma nella produzione di birra per ovvi motivi di marketing e di distribuzione, ma elimina diverse qualità della birra “cruda”. Infatti la produzione a basse temperature mantiene il lievito e evita la denaturazione delle proteine garantendo un valore nutritivo e un sapore che andrebbe perso durante la pastorizzazione. Durante la presentazione milanese sono state esposte le principali linee guida per la gestione della neonata birra. La distribuzione avverrà attraverso canali on-promise (ristoranti, bar, pizzerie, pub), saranno esclusi canali della grande distribuzione e il packaging prevederà unicamente la bottiglia da 33 cl. La comunicazione, invece, privilegerà il digitale, considerato il target al quale è rivolto il prodotto. Ora non resta che assaggiarla.

E' nata la Peroni Cruda, la birra non pastorizzata targata Peroni. E' stata presentata il 29 marzo presso il ristorante Pasta d'Autore di Milano, insieme alle linee guida per la distribuzione e la comunicazione pubblicitaria del nuovo brand della birra più famosa d'Italia. Perchè la Peroni cruda è diversa dalle altre? Il segreto sta nella lavorazione. Infatti nel processo di preparazione della maggior parte delle birre è inserita la pastorizzazione, ovvero la lavorazione ad alte temperature che garantisce al prodotto finale una conservazione più duratura. Questo procedimento è la norma nella produzione di birra per ovvi motivi di marketing e di distribuzione, ma elimina diverse qualità della birra “cruda”. Infatti la produzione a basse temperature mantiene il lievito e evita la denaturazione delle proteine garantendo un valore nutritivo e un sapore che andrebbe perso durante la pastorizzazione. Durante la presentazione milanese sono state esposte le principali linee guida per la gestione della neonata birra. La distribuzione avverrà attraverso canali on-promise (ristoranti, bar, pizzerie, pub), saranno esclusi canali della grande distribuzione e il packaging prevederà unicamente la bottiglia da 33 cl. La comunicazione, invece, privilegerà il digitale, considerato il target al quale è rivolto il prodotto. Ora non resta che assaggiarla.