Pasqua sempre più veg: in diminuzione i consumi di carne

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Da Fida-Confocommercio una lieta notizia per vegani e animalisti.

Complice la Pasqua giunta ad Aprile inoltrato e le temperature che iniziano a salire, il consumo di carne ha avvertito una brusca dimunizione: lo ha confermato Donatella Prampolini, la presidente della Fida-Confcommercio (la federazione nazionale dettaglianti alimentari) che ha annunciato il calo del 20-30 per cento delle prenotazioni di agnelli, abbacchi e capretti nei negozi di loro competenza. Nonostante ciò, saranno circa 800 mila gli agnelli che finiranno sulla tavole degli italiani durante queste festività pasquali, e i costi pare saranno rispettati. Il responsabile del settore allevamenti della Coldiretti, Giorgio Apostoli, espone il proprio punto di vista sulla disputa, sempre più etica, che si scatena tra vegani e "carnifori": «È facile ora parlare di “strage degli innocenti; l'Italia ha un gregge di 6 milioni di pecore e un milione di capre, ma è un gregge essenzialmente da latte, non da carne. Noi cioè alleviamo per produrre il latte da cui poi scaturiranno i celebri formaggi, dal pecorino al fiore sardo, che sono un’altra eccellenza del sistema Italia. Ma per fare latte, bisogna ingravidare le pecore e ci servono arieti. E basta un ariete per 40 pecore. Ecco perché gli agnelli maschi in gran parte li cediamo al mercato e finiscono nei macelli. Potremmo anche non cederli più — conclude Apostoli — ma allevarli ci costerebbe un occhio e dovremmo poi vendere i formaggi a prezzi stellari. È un discorso economico, non siamo gente senza cuore...».