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Il terzo caso esploso in pochi giorni sulle cronache romane.
 
Continua la campagna dell’Associazione “Le vittime non siete voi!” Oggi la notizia dell’ennesima tragedia: una neonata di otto giorni è morta all’ospedale Casilino di Roma in seguito ad una crisi respiratoria, probabilmente legata a problemi cardiaci. “Un altro caso di malasanità o una tragica fatalità? Si chiede Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Casi come questi, di enorme gravità, non devono essere presi con superficialità. È doveroso andare a fondo alla questione e scoprire eventuali responsabilità. Per questo l’Associazione Codici invia un Esposto alla Procura della Repubblica per far luce sulla vicenda”. La bambina domenica mattina aveva mostrato difficoltà di respirazione, così i genitori hanno deciso di portarla all’ospedale di San Benedetto di Alatri. E’ stata soccorsa da un pediatra e da un anestesista, ma a causa delle sue condizioni è stata intubata e ne è stato disposto il trasferimento in un’altra struttura sanitaria. La bimba è stata trasportata con un’ambulanza con un neonatologo a bordo all’ospedale Casilino di Roma, dove purtroppo è poi spirata (fonte Messaggero). Solo ieri un’altra tragica notizia a Viterbo, dove un bimbo di tre anni, dopo essere dimesso dall’ospedale, è morto nella sua abitazione. Il piccolo era stato portato in pronto soccorso per una febbre alta, ma il personale sanitario di Tarquinia gli aveva somministrato dei farmaci e poi lo aveva dimesso. Ad oggi la Procura di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta e due medici sono indagati. Infine si pensi alla sconcertante notizia apparsa sempre ieri sulle cronache romane: per i medici del Fatebenefratelli il feto era morto, quindi propongono alla donna un aborto terapeutico, ma la mamma decide di aspettare e scopre che il feto in realtà era vivo. Una storia fortunatamente finita bene, con un bambino nato in salute, ma che poteva concludersi in una vera e propria tragedia. “Le tragiche notizie apprese negli ultimi giorni dalle cronache sono di una gravità sconcertante – continua Ivano Giacomelli – Sicuramente dovranno essere effettuati accertamenti e indagini per stabilire se i comportamenti di medici e personale sanitario siano stati regolari o abbiano mostrato delle inefficienze. Non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, ma vogliamo difendere le vittime della malpractise medico-sanitaria che oggi sono sempre più svantaggiate. Nel periodo attuale infatti non facciamo altro che assistere a forme di tutela e leggi create ad hoc in favore della categoria dei medici. Con la campagna “Le vittime non siete voi” vogliamo stare dalla parte delle vere vittime che si scontrano con le inefficienze e i problemi della sanità italiana”. Le vittime non siete voi non è solo uno slogan ma è l’urlo che molti pazienti o loro familiari alzano nei confronti di quei medici che si sentono il capro espiatorio, il facile bersaglio da colpire con ingiuste denunce. E’ l’urlo contro un sistema lacunoso che ha perso di vista la centralità del paziente. L’Associazione Codici percorrendo virtualmente l’Italia da Nord a Sud in un viaggio drammatico tra inefficienze, carenze ed incurie per raccogliere storie, purtroppo ordinarie, di malasanità.
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"Crediamo che sulla triste vicenda della Terra dei Fuochi sia partito il secondo atto della strategia della minimizzazione, dopo il criminale occultamento dei fatti all'epoca delle dichiarazioni del pentito Schiavone. la risibile mappatura delle aree a rischio operata dal Ministero - secondo cui solo il 2% delle aree coltivabili a rischio tra le province di Napoli e Caserta sarebbe a rischio inquinamento - dimostra se ancora ce ne fosse bisogno la pervicace volontà dello Stato di non voler fare chiarezza e di occultare ai cittadini la verità dei fatti. Noi contestiamo quel dato, convinti che le statistiche che parlano del 29,2 % sul totale nazionale di arresti per traffico illecito di rifiuti in Campania ed il 10% del dato nazionale di sequestri di siti, assieme alle note dichiarazioni dei pentiti, testimonino una realtà ben diversa. per questo continuiamo a ritenere lo Stato responsabile di quello che è avvenuto in Campania, delle migliaia di morti e di patologie gravi che si sono purtroppo manifestate e per questo invitiamo tutti i cittadini coinvolti a ricorrere con noi davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per i gravissimi danni alla salute e la violazione del diritto all'informazione. Sulla Terra dei Fuochi, Giuseppe Ambrosio, Responsabile Codici Campania". 
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Concluso il convegno “Da Pil al Bes. Il comportamento del consumatore nell’economia reale”
 
Dal Pil al Bes: grande successo per la seconda tappa del convegno dell’Associazione Codici incentrato sul comportamento del consumatore nell’economia reale.
I due tavoli organizzati finora, “servizi” ed “economia reale”, a cui ne seguiranno altri tre, puntano al totale recepimento da parte dei consumatori degli indicatori di benessere eco-sostenibili che supportano il Pil tradizionale.
“L’educazione al consumo si costituisce come una competenza sempre più importante nella società attuale – commenta Luigi Gabriele, Responsabile Rapporti Istituzionali Codici - Per questo invitiamo anche le altre Associazioni Consumatori a presentare al Governo la proposta di inserire l’educazione al consumo nella programmazione scolastica. L’obiettivo è quello di creare consumatori sempre più consapevoli e pronti a rispondere in maniera adeguata al mercato e ai consumi”.
Codici presenterà ai Ministeri del Tesoro, dell’Istruzione e dello Sviluppo Economico un piano di integrazione nei programmi scolastici tradizionali della materia dell’educazione al consumo. Il tutto grazie alla condivisione del know how delle Associazioni Consumatori e la partecipazione attiva di aziende e autorità di settore, in grado di
“Per fare in modo che l’Italia esca dallo stato di dis-educazione che sta attualmente vivendo – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - il cittadino deve diventare un consumatore attento agli stimoli provenienti dal mercato, in grado di scegliere correttamente le strade da intraprendere ed in grado di difendersi dai soprusi degli operatori”.

Proprio oggi Equitalia parla di “una nuova chance per chi ha perso la possibilità di pagare a rate il debito con il fisco. Si tratterebbe di riammettere i contribuenti che non hanno pagato 2 rate perdendo il beneficio secondo la vecchia normativa”. Sembrerebbe un segnale positivo per i contribuenti, come anche sembrava interessante la minisanatoria sulle cartelle Equitalia, che però non si è assolutamente rivelata tale. La manovra, infatti, è stata considerata da più parti un flop, perché il cittadino risparmia solamente gli interessi di ritardato pagamento. Le voci di pagamento rimaste invariate nella mini sanatoria sono infatti: l’aggio dovuto ad Equitalia (le somme che si pagano per remunerare l’agenzia); le sanzioni tributarie; le spese sostenute dallo Stato per aver attivato procedure nei confronti del contribuente che sinora non ha pagato, ad esempio, per l’iscrizione ipotecaria (fonte Federcontribuenti).
Insomma, ciò che sembrava un aiuto per i cittadini si rivela un affare ben poco conveniente, se si hanno problemi economici (come un numero sempre più rilevante di cittadini italiani). In pratica, la mini sanatoria conviene solamente a chi dispone di liquidità immediata, a chi è in grado di pagare le somme richieste in tempi così stretti. Ad oggi, ben pochi cittadini presumibilmente.
Inutile quindi parlare delle “buone” iniziative di Equitalia, se poi le reali conseguenze per i cittadini non sono mai così positive come sperato. In realtà il malcontento delle persone cresce, come testimoniano i gesti estremi compiuti così frequentemente. Pensiamo ai numerosi allarmi che scattano quando i dipendenti delle sedi di Equitalia si vedono arrivare pacchi sospetti. Come successo lo scorso 14 marzo a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno). Non sempre, fortunatamente, sono vere e proprie bombe, ma l’agitazione creata da tali episodi nelle sedi aziendali deriva dal reale pericolo dell’arrivo di ordigni reali, come già accaduto in passato.
Oppure si pensi anche ai numerosi suicidi di persone in evidente difficoltà economica, che di fronte a bollette e richieste di denaro entrano nella disperazione più profonda. L’ultimo tragico evento che ha scosso i media riguarda Eddy, il pizzaiolo di Casalnuovo che si è tolto la vita dopo aver ricevuto una multa di due mila euro dall’Ispettorato del Lavoro.
“Quello che ci domandiamo è: Equitalia sta provando a rabbonire gli utenti? – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici - Se è così, il tentativo non funziona affatto, perché il malcontento continua a crescere, testimoni i tanti cittadini che si lamentano continuamente con la nostra Associazione”.

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I cittadini si sentono “abbandonati dalle Istituzioni”

La via di cui parliamo oggi è via G. Micali, appartenente alla zona di Ostia Antica – Stagni. L’area è periferica ed è evidente la mancanza di interventi di pulizia e manutenzione delle strade: erbacce ai bordi delle strade mai tagliate, cassonetti impraticabili per la congiunzione di inciviltà delle persone e una superficialità degli operatori Ama e dei dirigenti Ama. Inoltre, prima l’intera strada, poi esclusivamente alcuni tratti, a partire da Agosto 2013, non ha i lampioni della luce funzionanti: le varie richieste di informazioni ai call center Acea, municipio, Polizia Municipale si sono rivelate inutili e prive di qualsiasi presa di responsabilità, viste le risposte ricevute dai cittadini che testimoniano la situazione: “sono stati rubati cavi di Rame da parte di zingari”, oppure “problemi tecnici che Acea sta risolvendo” o ancora “mancati pagamenti del Comune ad Acea, che quindi non interviene”.
I cittadini raccontano all’Associazione di condizioni particolarmente esasperate. Ci sono residenti, infatti, che stanchi di aspettare che l’Ama accolga le numerose richieste di ritirare oggetti ingombranti presso le loro abitazioni, decidono di liberarsi dei mobili gettandoli direttamente in strada. L’Ama infatti, che chiede più di 70 euro per il ritiro programmato nelle singole abitazioni, ha più e più volte disertato appuntamenti fissati già da tempo. Il comportamento delle persone che abbandonano rifiuti in strada è certamente incivile, ma possiamo sicuramente capire il livello di esasperazione vissuto da questi cittadini, soprattutto dopo l’alluvione di fine gennaio che ha determinato ingenti danni a case e strutture. Senza considerare poi che a distanza di 1,5 Km dalla via sono presenti ben 2 isole ecologiche ad Acilia e ad Ostia.

Da molti anni, purtroppo, persiste una situazione di degrado nella zona, ma con la recente alluvione le cose sono peggiorate drasticamente, senza più tornare alla normalità. Si ricordi che molte famiglie sono state costrette ad abbandonare le proprie case, per poi verificare i con i loro occhi i danni ingenti.
I residenti del quartiere testimoniano un grande quantitativo di segnalazioni, (specificamente individuate con singoli codici) a partire da agosto 2013 per la mancata pulizia della strada e delle zone adiacenti ai cassonetti. Ma, ad oggi, nessun appello è stato accolto e le strade versano ancora nel degrado, come testimoniano le foto.

“I cittadini sono ormai costretti a fare di loro iniziativa le pulizie che dovrebbe fare l’Ama - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Il quartiere di Ostia Antica – Stagni è abbandonato dalle Istituzioni, a quanto ci dicono i residenti. È una situazione che va avanti ormai da troppo tempo, per questo lanciamo un appello all’Ama invitandola a risolvere la situazione in tempi brevi, ne frattempo l’Associazione continuerà a monitorare le condizioni del quartiere ed a raccogliere le testimonianze dei cittadini”.

                                          

 

Se anche tu hai avuto problemi con la tua Nissan Qashqai 1600, non esitare a contattare l'Associazione Codici per gli eventuali risarcimenti! Le segnalazioni pervenute raccontano di problematiche legate all'impianto GPL, molti parlano di recessione delle sedi delle valvole. Per questo l’Associazione sta raccogliendo le testimonianze dei cittadini per poter avviare un'azione di risarcimento. Contatta lo Sportello Legale al numero 065571996, tutti i giorni dalle 13:30 alle 17:30, E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
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