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Direttori Generali: da tempo l’Associazione sottolinea le criticità e le anomalie che ruotano intorno alle nomine. Oggi Codici annuncia il ricorso al Tar Lazio per l’annullamento della delibera della Giunta Regionale riguardante le nomine dei Direttori Generali.
 
energia
CMor, coefficiente di Morosità o morte del mercato? A mio avviso morte del mercato, alla luce del fatto che quando si azzera il rischio d’impresa e si permette ai monopolisti di fare quel che si vuole, persino vendersi i crediti nel momento successivo all’emanazione della fatturazione, vuol dire che il mercato è morto. A dargli il colpo, quindi, è stata l’autorità a cui era affidato l’incarico di aprirlo?
Quando si ragiona con la propria testa (ma non quella di Chicco), questi errori non si fanno, perchè si perde autorevolezza.
Diamo risposta ai consumatori che hanno ricevuto fatture con questa voce (CMor), senza sapere perchè.
Tutti sanno che se non paghi l’energia ti staccano l’utenza, quindi difficilmente i consumatori arrivano a farsi staccare l’energia, anche perché oggi più che mai non siamo negli anni 60 e l’energia è vitale non solo per i non disalimentabili. Allora perché è stato fatto questo mostro? Solo per garantire i crediti che le compagnie energetiche si vendono per ripianare i bilanci?
Le PMI o gli altri non godono di cotanta grazia. I propri crediti li fanno vantare dinnanzi le sedi opportune, se ne hanno titolo.
Le teorie degli operatori sono legate al turismo energetico. Concetto che Enel inventò per giustificare la morosità dei suoi utenti che venivano traslati dal mercato tutelato a quello libero senza saperlo e confusi dallo stesso brand.
Torniamo al CMor e cerchiamo di spiegare il come e il perché di questo Coefficiente di mostruosità, che l’Autorità per l’energia (AEEGSI) ha regalato al mercato, introducendo il Sistema Indennitario. Si tratta di un meccanismo in cui chi ha un credito nei confronti di un utente si vedrà sempre soddisfatto, visto che gli operatori devono farsi tra loro delle partite di giro, senza verificare cosa stia alla base dell’insoluto, ma basta che l’operatore uscente dica di averne diritto.
La Storia
Dopo il blocco momentaneo della questione “CMor” da parte del Tar Lombardia (a seguito del ricorso che fu fatto da un operatore del mercato elettrico), gli operatori del “mercato libero” hanno ripreso a “bollettare” applicando il CMor, laddove ritengono che debba essere applicato, nei casi a loro dire di “Turismo energetico” (intendono il passaggio voluto dall’utente da un operatore all’altro con lo scopo preciso di lasciare degli insoluti).
I consumatori, trovandosi e ricevere strane bollette con importi spesso spropositati, anche e soprattutto a seguito di un cambio operatore quindi quando auspicavano un abbassamento della bolletta, sono andati in allarme, spesso senza sapere in che cosa consiste il CMor e senza che l’operatore richiedente gli abbia motivato per quali fatture insolute o da chi è richiesto e perchè. Anzi è il consumatore che deve chiedere da solo spiegazioni (onere inverso della prova a cui questa autorità ci ha abituato spesso negli ultimi anni).
Tralascio le considerazioni politiche, fatte già in nell’articolo precedente, ma che oggi con il senno del poi potrei confermare sostenendo che questo regalo l’Autorità non doveva proprio farlo, soprattutto perché vanifica il rischio d’impresa e la vera libertà del mercato.
Spesso questo coefficiente è stato applicato alla carlona, in molte occasioni legato a contratti non richiesti o a seguito di controversie che il consumatore, avendo formalizzato reclami, aveva attivato nei confronti di operatori che poi ha abbandonato.
Il rischio sta anche nel fatto che fin quando non hai assolto a quest’obbligo, a torto o a ragione, anche i fornitori di maggior tutela potranno rifiutarsi di attivarti una fornitura nel mercato tutelato.
Insomma una vera e propria blindatura della fatturazione, non importa se hai una contestazione in corso e se non ti hanno mai risposto, non importa se non sai come e a chi chiedere informazioni e se non ti sai difendere.
Devi pagare e basta! La morte del libero mercato.
Resta il fatto che sarà l’ennesimo ricordo di un’autorità che ha smesso di fare sanzioni ai cattivi e ha aumentato la sua propensione a ridurre i rischi del mercato. Questo accrescerà, a mio avviso, anche l’astio dei consumatori nel mercato libero.
Ma vediamo di che cosa si tratta realmente
Il corrispettivo di morosità (c.d. CMOR) può essere applicato alla fattura di energia elettrica del cliente (del ibero mercato), in caso di morosità pregressa da parte del cliente stesso, ovvero del mancato pagamento delle fatture o parte di esse che contabilizzano consumi e oneri relativi agli ultimi 3 (tre) mesi di erogazione della fornitura prima della data di effetto dello switching ma solo per il Mercato Libero.
Il valore del CMOR corrisponde al valore minimo tra il valore del credito non pagato da parte del cliente relativo agli ultimi tre mesi di erogazione della fornitura, e il valore medio degli importi fatturati con riferimento a due mesi consecutivi di erogazione della fornitura , a cui si dovrebbe sommare l’eventuale CMOR precedentemente non pagato. Teoricamente dovrebbe aggirarsi intorno ad un 60-80% dell’importo insoluto. Ma i calcoli li fanno le aziende con un coefficiente e un sistema che conoscono solo loro, per questo è bene chiedere chiarimenti.
Nel caso in cui il consumatore si vedesse applicato nella propria bolletta un CMOR ed è certo di non aver lasciato una morosità pregressa a seguito di uno switching, oppure non è certo del valore CMOR applicato nella bolletta elettrica, per avere maggiori informazioni può effettuare una richiesta di informazioni allo Sportello del Consumatore secondo le modalità indicate di seguito.
Il consumatore tramite il ‘modulo richiesta informazioni su CMOR’, reperibile direttamente dal sito dell’Autorità per l’Energia Elettrica e per il Gas al seguenteindirizzo, può richiedere di conoscere il nominativo del precedente fornitore che ha presentato la richiesta di indennizzo, il valore del credito moroso e il valore del CMOR.
Tale modulo deve essere inviato allo Sportello per il Consumatore tramite i canali indicati nel modulo stesso, e la compilazione del modulo può essere delegata secondo le modalità riportate nel modulo stesso.
Lo Sportello per il Consumatore dal momento in cui riceve il modulo di richiesta delle informazioni, entro 10 giorni lavorativi, nelle modalità indicate dalla delibera 99/2012/R/eel, provvederà a rispondere al cliente finale, con le informazioni disponibili.
L’utente ottenuta l’informazione da chi dice di essere titolare del credito, il CMOR, può effettuare nei confronti dell’operatore stesso un reclamo al quale il fornitore dovrà provvedere a fornire una risposta motivata ai sensi del TIQV, fornendo la documentazione attestante l’assolvimento degli obblighi di cui all’articolo 2, comma 2.2 dell’Allegato B alla deliberazione ARG/elt 191/09.
Se la risposta al reclamo non dovesse soddisfare il cliente finale o se non dovesse pervenire entro i 40 gg. solari previsti dal TIQV (del. 164/08 ARG/com) il cliente potrà rivolgersi allo sportello evidenziando la specifica problematica riscontrata anche utilizzando il modulo presente sul sito AEEGSI.
Il consumatore può anche dare mandato ad un’associazione consumatori che potrà richiedere informazioni del CMor applicato all’utente utilizzando quest’altro modello.
Buon Coefficiente di mostruosità a tutti.

arancia

La commissione delle politiche Ue alla Camera ha bocciato la proposta approvata in commissione agricoltura lo scorso gennaio, di aumentare la quantità di frutta presente nelle bibite analcoliche dal 12% al 20 % . Il voto contrario arriva in virtù del parere negativo già espresso dalla Commissione Europea, secondo cui l'aumento della percentuale di frutta presente nelle bevande analcoliche lede la libera concorrenza nel mercato europeo Agroalimentare.

Ancora una sconfitta per l'agroalimentare italiano, il quale si mostra sempre più portatore di qualità nel cibo e garanzia per i consumatori in Europa, in contrasto con delle scelte comunitarie non favorevoli al consumo del buon cibo.
Un'occasione importantissima persa per i consumatori, soprattutto bambini, i quali necessitano un'educazione al consumo di frutta e succhi di frutta composti per la maggioranza da frutta.
Segnale negativo da parte del governo, il quale disincentiva i consumatori ad un buon uso di prodotti composti da ingredienti naturali.
Contatori elettronici
 
Le truffe sui contratti d’energia sono sempre più frequenti ed è bene sapere come funzionano e come difendersi.
Il prezzo dell’energia e i costi delle bollette sono già alti di per sé, per cui imbattersi in una truffa sui contratti di energia non sarebbe l’ideale per le tasche dei consumatori. Sapere come scegliere le offerte di gas ed elettricità, magari confrontando le tariffe di Enel con quelle di Edison e di tutti gli operatori di energia, è un buon modo per sapersi orientare nel mercato energetico e pagare bollette poco care.
In questo modo, risparmiare sui costi della bolletta della luce o su quella del gas, diventa facile perché attraverso i dettagli è possibile capire quale offerta è effettivamente conveniente e quale no. E sono i dettagli a fare la differenza anche quando qualcuno tenta di truffarci e di farci pagare bollette energetiche che non esistono per derubarci dei nostri soldi.
Conoscere bene le tariffe che gli operatori offrono, per esempio, ci permetterà di capire quando qualcuno ci sta offrendo qualcosa che in realtà non esiste e di cui non abbiamo mai sentito parlare, ma le truffe, purtroppo, sono insidiose e si nascondo dietro situazioni comuni.
Quali sono le situazioni che potrebbero farci sospettare della veridicità o meno del contratto di luce e gas che ci stanno proponendo?
È bene sapere che le truffe possono accadere in modalità totalmente naturali: tra le più comuni, infatti, c’è quella che vede un addetto alle vendite presentarsi alla nostra porta per proporci un contratto di energia. Ecco, bisogna diffidare da questo tipo di visite perché la maggior parte delle compagnie energetiche non adottano questa modalità per contattare i propri clienti né quantomeno per proporre nuovi contratti.
Normalmente, infatti, le compagnie telefonano al cliente per proporre le nuove offerte e prendono appuntamento per una visita dei propri addetti.
O ancora, un altro espediente molto utilizzato è quello di far credere all’eventuale vittima che la compagnia con la quale ha sottoscritto il contratto è in fallimento e che le bollette stiano per aumentare velocemente da un momento all’altro.
Un classico immancabile, è quello infine, che vede la falsificazione dei documenti, delle firme e dei dati anagrafici (che a volte vengono rubati da clienti deceduti!): la vittima non essendo a conoscenza dell’originalità dei documenti o delle firme, cade nella trappola.
Come difendersi allora dalle truffe sui contratti di fornitura di luce e gas? Prima di tutto, se qualcuno dovesse presentarsi alla propria porta spacciandosi per un addetto della compagnia, chiedere il tesserino di riconoscimento e controllarlo per essere sicuri che non sia contraffatto. Non aprire la porta, se non si aspettano visite del genere, rimane comunque la soluzione più efficace.
Un altro modo ancora è quello di tutelare i propri dati anagrafici e non rilasciarli a nessuno e in nessun modo che non vi sembri ufficiale. Soprattutto quando lasciate i dati del vostro conto corrente o il vostro codice cliente sul POD della bolletta. Se vi richiedono dei dati da inserire in un contratto cartaceo, chiedere piuttosto che la richiesta sia inviata per email o per posta.
Se la compagnia non vi ha avvisato con anticipo della necessità di una firma o di una nuova contrattazione del servizio di energia, tramite una telefonata o una lettera, è bene non firmare nessun contratto che ci si presenti alla porta o per strada.
Qualora si volesse rescindere dal contratto, infatti, sarà possibile esercitare entro 10 giorni il diritto di recesso, comunicando la decisione con una raccomandata A/R.
Come essere sicuri che quella compagnia non stia dicendo il falso? È possibile consultare la lista nera dei fornitori che l’Aeeg, ovvero l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, ha messo a disposizione sul sito internet, proprio per tutelare i consumatori dalle truffe.
L’Autorità è un punto di riferimento anche per eventuali denunce contro eventuali o presunte truffe a vostro carico.
malasanità
 
“Se confermato quanto apprendiamo dalla stampa – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – ci troviamo di fronte all’ennesima stortura di un sistema sanitario che già fa acqua da tutte le parti. Quotidianamente affrontiamo le conseguenze di una gestione sanitaria molto problematica. Le scorrettezze e gli sprechi di risorse non fanno altro che affondare una situazione già sull’orlo del declino. Per questo motivo chiediamo urgentemente chiarezza sulla vicenda”.
È di ieri la notizia dei medici che ricevevano una doppia paga, perché effettuavano visite private, l’intramoenia, nell’orario di lavoro “istituzionale”. Oltretutto, si legge su La Repubblica, alcuni medici avrebbero chiesto parcelle, fatturando in ospedale, come se stessero nel loro studio privato. Sono più di un centinaio i medici coinvolti che, insieme allo stipendio pubblico, avrebbero intascato anche parcelle non dovute: parliamo delle strutture del Sant’Eugenio, del Cto e di altri presidi sanitari dell’Asl Rm C.
Più volte Codici aveva sottolineato le criticità dell’attività di intramoenia, che si presta facilmente agli illeciti da parte di professionisti disonesti. Si ricordi che, a quanto affermava lo scorso anno a Spazioconsumatori tv il Col. Antonio Diomeda, Vice Comandante dei Carabinieri Nas, in meno di tre anni il programma nazionale di verifiche “ha ispezionato 400 strutture, valutato la posizione di quasi 900 medici e denunciato all’Autorità Giudiziaria 300 medici”. Insomma, fino al 2013 un terzo dei medici controllati risultava in una situazione di illegalità. Tra le irregolarità più frequenti ci sono proprio l’alterazione o l’aggiramento delle liste d’attesa, meccanismo attraverso il quale si dà la precedenza ai pazienti provenienti da specifici studi medici.
Il taglio dell’intramoenia è stato più volte proposto dall’Associazione, ma ad oggi la richiesta è rimasta inevasa. E’ chiaro che è tutto interesse del medico operare in regime di intramoenia, pratica questa favorita certamente dall’allungamento delle liste d’attesa e che favorisce, per ovvi motivi economici, l’allungamento delle stesse. Mesi e mesi per poter effettuare esami anche salva vita sono, purtroppo, la prassi, nel Lazio. La soluzione più ovvia per il paziente è quella di rivolgersi a strutture private o richiedere una visita o un intervento in attività intramuraria, sobbarcandosi di oneri non certo indifferenti: il costo della camera, ad esempio, l’onorario del medico e così via;
“Il problema delle liste d’attesa passa inevitabilmente dalle criticità dell’attività intramoenia – prosegue Giacomelli – Oltretutto, tale sistema continua ad essere fin troppo poco controllato. Finora è evidentemente mancato un sistema caratterizzato da trasparenza e precisione delle procedure. Oggi tale trasparenza è più che necessaria, come si può evincere da quanto letto sulle cronache. Sulla vicenda dei medici con la doppia paga chiediamo che si faccia chiarezza: se verranno accertate delle colpe, i medici dovranno prendersi le proprie responsabilità e rispondere delle loro azioni”.
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Il terzo caso esploso in pochi giorni sulle cronache romane.
 
Continua la campagna dell’Associazione “Le vittime non siete voi!” Oggi la notizia dell’ennesima tragedia: una neonata di otto giorni è morta all’ospedale Casilino di Roma in seguito ad una crisi respiratoria, probabilmente legata a problemi cardiaci. “Un altro caso di malasanità o una tragica fatalità? Si chiede Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Casi come questi, di enorme gravità, non devono essere presi con superficialità. È doveroso andare a fondo alla questione e scoprire eventuali responsabilità. Per questo l’Associazione Codici invia un Esposto alla Procura della Repubblica per far luce sulla vicenda”. La bambina domenica mattina aveva mostrato difficoltà di respirazione, così i genitori hanno deciso di portarla all’ospedale di San Benedetto di Alatri. E’ stata soccorsa da un pediatra e da un anestesista, ma a causa delle sue condizioni è stata intubata e ne è stato disposto il trasferimento in un’altra struttura sanitaria. La bimba è stata trasportata con un’ambulanza con un neonatologo a bordo all’ospedale Casilino di Roma, dove purtroppo è poi spirata (fonte Messaggero). Solo ieri un’altra tragica notizia a Viterbo, dove un bimbo di tre anni, dopo essere dimesso dall’ospedale, è morto nella sua abitazione. Il piccolo era stato portato in pronto soccorso per una febbre alta, ma il personale sanitario di Tarquinia gli aveva somministrato dei farmaci e poi lo aveva dimesso. Ad oggi la Procura di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta e due medici sono indagati. Infine si pensi alla sconcertante notizia apparsa sempre ieri sulle cronache romane: per i medici del Fatebenefratelli il feto era morto, quindi propongono alla donna un aborto terapeutico, ma la mamma decide di aspettare e scopre che il feto in realtà era vivo. Una storia fortunatamente finita bene, con un bambino nato in salute, ma che poteva concludersi in una vera e propria tragedia. “Le tragiche notizie apprese negli ultimi giorni dalle cronache sono di una gravità sconcertante – continua Ivano Giacomelli – Sicuramente dovranno essere effettuati accertamenti e indagini per stabilire se i comportamenti di medici e personale sanitario siano stati regolari o abbiano mostrato delle inefficienze. Non vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, ma vogliamo difendere le vittime della malpractise medico-sanitaria che oggi sono sempre più svantaggiate. Nel periodo attuale infatti non facciamo altro che assistere a forme di tutela e leggi create ad hoc in favore della categoria dei medici. Con la campagna “Le vittime non siete voi” vogliamo stare dalla parte delle vere vittime che si scontrano con le inefficienze e i problemi della sanità italiana”. Le vittime non siete voi non è solo uno slogan ma è l’urlo che molti pazienti o loro familiari alzano nei confronti di quei medici che si sentono il capro espiatorio, il facile bersaglio da colpire con ingiuste denunce. E’ l’urlo contro un sistema lacunoso che ha perso di vista la centralità del paziente. L’Associazione Codici percorrendo virtualmente l’Italia da Nord a Sud in un viaggio drammatico tra inefficienze, carenze ed incurie per raccogliere storie, purtroppo ordinarie, di malasanità.
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