Giovedì, 09 Marzo 2017 15:10

Parco di Centocelle: una Terra dei Fuochi nella Capitale? Si intervenga con urgenza, presenteremo un esposto alla procura della Repubblica

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Il Parco di Centocelle che con i suoi 120 ettari dovrebbe essere un polmone verde per il quadrante est della Capitale, il più popoloso della città, versa, in realtà, in condizioni ambientali disastrose.

A denunciarlo a gran voce i cittadini che abitano proprio a ridosso dell'ampia area archeologica e temono ripercussioni sulla propria salute e su quella dei propri figli.

Assistiamo a un territorio costantemente sfregiato da costruzioni abusive, autodemolitori che occupano largamente l'accesso su viale Palmiro Togliatti e 14 metri di cumuli di rifiuti urbani interrati nei cunicoli sotterranei, le cosidette fungaie.
Negli ultimi due mesi hanno destato estrema preoccupazione una serie di incendi verificatosi nei cunicoli sotterranei presenti all'interno del Parco, che hanno portato alla luce la drammatica situazione del sottosuolo che è paragonabile quasi a una "Terra dei Fuochi" nella Capitale. A distanza di due mesi la discarica continua a emanare fumi tossici che arrivano alle case tramite una voragine aperta da quasi un anno, mettendo a rischio la salute di decine di famiglie residenti nelle vicine case popolari in Via di Centocelle 3 e 5.
I cittadini, che per giorni hanno respirato i fumi di una nuvola di diossina, attendono risposte e pretendono interventi. Chi nel corso degli anni precedenti era preposto ai controlli ha sicuramente chiuso gli occhi. L'ultima "bonifica" del 2015 in realtà, oggi si scopre, non è mai stata effettuata.
Urge una bonifica immediata dell'intero Parco, compresa l'area dei rottamatori con la loro relativa delocalizzazione. Sono decenni che si parla del loro spostamento al di fuori del raccordo anulare, ma nessuno sembra fare niente. Non solo un enorme fossa in cui vengono abbandonate le carcasse delle automobili destinate allo sfascio, ma tonnellate di olio sversato direttamente nel terreno e una serie di costruzioni abusive, dette macedoni, che accludono l'accesso su un lato del Parco.
E mentre questi avvenimenti passano in sordina, il Municipio sembra non preoccuparsene con l'adeguata urgenza. Roma Capitale sta lavorando solo in emergenza per contrastare il fenomeno delle combustioni, tra l'altro con interventi inadeguati che rischiano di peggiorare ulteriormente la situazione delle falde acquifere, mentre è necessario sia immediatamente sviluppato un piano di riqualificazione dell'intera zona del Parco di Centocelle.

Denuncia l'Associazione Codici:"Stiamo assistendo a un danno ambientale di dimensioni spropositate che mette a rischio la salute dei cittadini e rende inagibile un Parco ricco di tesori archeologici e ettari di terreno che dovrebbero essere una risorsa per l'intera città e invece versano nel più totale abbandono e degrado".
Codici per questi motivi presenterà un esposto alla Procura della Repubblica.

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