Giovedì, 23 Novembre 2017 20:18

Contraffazione Il mercato del falso vale a livello nazionale 6,9 miliardi e sottrae 100.000 posti di lavoro all'economia legale Codici: urge una normativa severa a livello europeo che venga implementata a tutela di consumatori e Made in

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I dati della ricerca realizzata dal Censis per il Ministero dello Sviluppo Economico rivelano una situazione preoccupante in tema di contraffazione,

inoltre il fenomeno sta mutando, c’è un cambio di strategia del mercato del falso: nel passato si trasportavano grossi quantitativi di prodotti, ora invece vengono predisposti carichi più piccoli ma più numerosi. Ciò è confermato dal fatto che negli ultimi 5 anni è fortemente diminuito il numero dei pezzi sequestrati (-78,8%), ma è aumentato il numero di sequestri.

Il mercato del falso vale a livello nazionale 6,9 miliardi di euro e sottrae 100.000 posti di lavoro all'economia legale.

L'emersione della contraffazione comporterebbe anche un aumento del gettito fiscale, tra imposte dirette (su impresa e lavoro) e indirette (Iva), pari a 1,7 miliardi di euro.
Molto colpito, ad esempio è il manifatturiero fiorentino, per quanto riguarda borse ed altri prodotti in pelle che costituiscono il 90% delle merci sequestrate. Inoltre a Firenze la contraffazione è presente in tutte le fasi della filiera, dalla produzione all'ingrosso, alla vendita al dettaglio.
Alta concentrazione di imprenditori stranieri tra i titolari di imprese che operano nel sistema moda: sono 3.071, pari al 72,1% del totale. Prevalentemente sono di nazionalità cinese, ma non sono da meno imprenditori e distributori italiani che producono merce contraffatta sul territorio nazionale.

Ma alla capillarità della contraffazione sul territorio si affianca quella online.

Alla vigilia del “Black Friday” che vedrà milioni di utenti collegati alle piattaforme per portare a casa le migliori occasioni, invitiamo tutti i consumatori a stare attenti.

Il rischio di acquistare prodotti contraffatti sulle più famose piattaforme online aumenta esponenzialmente.
Appena la settimana scorsa, Il Sole 24 ORE ha pubblicato la lettera, che 87 aziende e 13 associazioni di categoria, tra cui Apple, Basf, Adidas, Chanel, Lego, Michelin, Prada, Dior, Bayer, Lvmh e Cassina hanno scritto al Presidente della Commissione Europea Juncker per sensibilizzarlo sulla lotta alla contraffazione. Nel mirino Alibaba e Amazon che non farebbero abbastanza per contrastare la circolazione di prodotti contraffatti sulle loro piattaforme. Alibaba ha registrato vendite per 25,3 miliardi di dollari in un singolo giorno.

I brand firmatari affermano che la tecnologia non manca, dai chip ai marcatori, ai software “segugi”, ma occorre una legge che faccia rispettare i paletti imposti. “Inutile affermano, che venga rimosso da un sito intermediario un falso che viene rimesso il giorno dopo”.
Nel gennaio 2016 la Guardia di Finanza di Pordenone ha chiuso un sito cinese attivo dal 2014 che, con un layout uguale a quello originale, vendeva prodotti Prada falsi.

Secondo i dati della Guardia di Finanza, tra il 2013 e il primo semestre del 2017 sono stati oltre 2.520 i siti di beni contraffatti. L’anno scorso ne sono stati chiusi 620.

Spesso il consumatore pensa di acquistare online un prodotto originale, ma viene tratto in inganno e ne compra uno contraffatto senza esserne consapevole.

In attesa che l’Unione Europea faccia la propria parte dal punto di vista legislativo, creando un effettivo deterrente, Codici continuerà a sensibilizzare i cittadini attraverso la Campagna “Io sono Originale” in collaborazione con il Mise, chiamandoli ad essere attori e protagonisti in prima persona della lotta alla contraffazione.

A tal fine, Codici si rende disponibile nei confronti delle aziende di settore per concertare delle attività di contrasto al fenomeno.


Dott.ssa Carla Pillitu,
Ufficio Stampa CODICI
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Tel. 06.55301808 Fax. 06.55307081

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