Martedì, 02 Maggio 2017 10:18

Codici Lecce: il Tribunale di Lecce sospende il rilascio di alloggio ERP perché illegittimo

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Il Comune di Lecce assegna l'alloggio a una famiglia (con 4 figli) ma Arca Sud non la convoca per la stipula del contratto di locazione e cerca di riappropriarsi dell'immobile. Il Tribunale sospende l'azione di rilascio.

Importante provvedimento reso dal Giudice dell'Esecuzione del Tribunale di Lecce in favore di un nucleo familiare che, dopo anni di attesa nelle graduatorie per un alloggio popolare, rischia paradossalmente di doverlo lasciare nel momento in cui lo stesso gli è stato legittimamente assegnato.


Lecce, 02.05.2017. A Codici Lecce - Centro per i Diritti del Cittadino - si era rivolta una famiglia, già da decenni in graduatoria per l'assegnazione di un alloggio popolare, che, a seguito del decesso dell'assegnataria dell'immobile dagli stessi occupato in Lecce, chiedeva il riconoscimento del diritto al subentro perchè facente parte del medesimo nucleo familiare, in ossequio alla Legge Regionale (l'art. 15 L. R. Puglia n. 54/1984, recepito dalla L. R. n. 10/2014, prevede che “in caso di decesso dell’assegnatario, subentrano nell’assegnazione i componenti del nucleo familiare” secondo l'ordine ivi indicato, ossia il coniuge e i figli legittimi, naturali, riconosciuti...).

Recatisi più volte presso gli uffici dell'Arca Sud Salento (già I.A.C.P.), veniva loro ingiustamente negata la voltura e la regolarizzazione della posizione amministrativa e, conseguentemente, intimato il rilascio dell'immobile tramite l'Ufficiale Giudiziario.

Con determina resa il 14 luglio 2016, il Comune di Lecce assegnava definitivamente l'alloggio alla famiglia in questione, composta dai coniugi e da quattro figli, di cui tre minori e, conseguentemente, secondo la richiamata normativa regionale, l'Arca Sud Salento avrebbe dovuto convocarli entro 30 giorni per sottoscrivere il contratto.

Trascorsi tre mesi dall'assegnazione dell'alloggio, con lettera del 14.10.2016, l'avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce, sollecitava l'ente a dar luogo alla dovuta convocazione ma, incredibilmente, con lettera p.e.c. del 02.11.2016, l'Arca Sud Salento, in riscontro alla prefata missiva, chiedeva alla famiglia di liberare l'alloggio entro il 08.11.2016 (ossia, entro sei giorni!), data fissata per l'accesso dell'Ufficiale Giudiziario con la forza pubblica, pur sapendo che la famiglia era l'unica legittima assegnataria dell'immobile.

Proposta l'opposizione d'urgenza all'esecuzione dal team legale di Codici Lecce, con gli avvocati Stefano Gallotta e Giovanni De Donno, nell'estremo tentativo di evitare il concretarsi di un danno ingiusto e incalcolabile per tale famiglia, con ordinanza del 30.03 u.s., il Tribunale di Lecce, in persona del Giudice dell'Esecuzione dott. Tommasi (R.G. Es. 3358/16), ha sospeso il rilascio avviato da Arca Sud Salento, ritenendo che la famiglia in questione è la legittima assegnataria dell’alloggio che “...occupa, pertanto, in virtù di titolo autonomo, a nulla rilevando che Arca Sud non abbia ancora stipulato il contratto di locazione, atteso che a norma dell’art. 10 della l. r. 10/2014 1. L'assegnazione in locazione semplice degli alloggi agli aventi diritto è effettuata dal responsabile dell'ufficio competente del Comune...”, sicché Arca Sud deve convocare gli interessati e non ha alcun potere discrezionale in merito.

Evidenzia l'avv. Stefano Gallotta che “in questa situazione di estrema emergenza abitativa, ogni iniziativa per il rilascio degli alloggi di residenza pubblica deve essere sottoposta a un vaglio estremamente scrupoloso e attento. Ora attendiamo l'immediata convocazione per la stipula del contratto, in ottemperanza a quanto prevede la normativa, senza ulteriori intoppi. E' bene ricordare – prosegue Gallotta - che, una volta comunicata la determina di assegnazione dal Comune, l'ente gestore deve convocare gli assegnatari eb far loro sottoscrivere il contratto di locazione, senza alcun potere discrezionale per rifiutare tali adempimenti contrattuali. Protraendosi tale situazione illegittima, valuteremo ogni ulteriore iniziativa, anche in sede penale”.



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