Energia e gas: nuova delibera per i contratti “non confermati” Codici: disconosciamo il potere regolamentare dell’Autorità

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Dal primo maggio prossimo, entreranno in vigore le nuove regole dell’Autorità per l’energia secondo la deliberazione 228/2017/R/com, le quali prevedono che: nel caso in cui il passaggio ad un nuovo fornitore di energia elettrica e/o gas avvenga senza rispettare le regole preventive per la conferma del contratto, dopo il reclamo il cliente potrà aderire in modo volontario alla procedura di ripristino veloce per tornare al vecchio fornitore.


Quindi, secondo l’Autorità vengono meglio definite le regole a tutela dei consumatori in caso di nuove attivazioni contrattuali “non aderenti alla regolazione”, è un eufemismo utilizzato dall’Autorità per non pronunciare la definizione “contratti non richiesti”.

Nel dettaglio, nel caso di clienti domestici, il venditore prima dell'attivazione deve rispettare precise misure preventive in materia di conferma del contratto: in caso di contratti conclusi in un luogo diverso dai locali commerciali il rilascio della copia del contratto firmato o della conferma del contratto su supporto cartaceo o, se il cliente è d'accordo, su altro supporto durevole; nel caso di contratti conclusi attraverso  forme di comunicazione a distanza:  la conferma del contratto concluso su supporto durevole. 

Ma in effetti queste non sono delle novità, in quanto integrano regole preventive già previste per i venditori per garantire i clienti quando sottoscrivono un contratto fuori dai locali commerciali o per telefono. Come afferma la stessa Autorità, ricordando che il venditore deve rispettare alcune norme sulla conferma del contratto, come: il rilascio di copia del contratto firmato o di una conferma su un supporto cartaceo o altro supporto durevole in caso di contratti conclusi fuori dal locali commerciali o per telefono.

Questo è già previsto dal Decreto Legislativo del 21 febbraio 2014, n. 21 sui Diritti dei consumatori esattamente agli articoli 50 (requisiti formali per i contratti negoziati fuori dei locali commerciali), 51 (requisiti formali per i contratti a distanza) e 66-quinquies sulle forniture non richieste che recita:

1. Il consumatore è esonerato dall'obbligo di fornire qualsiasi prestazione corrispettiva in caso di fornitura non richiesta di beni, acqua, gas, elettricità, teleriscaldamento o contenuto digitale o di prestazione non richiesta di servizi. L'assenza di una risposta da parte del consumatore in seguito a tale fornitura non richiesta non costituisce consenso.

2. Salvo consenso del consumatore, da esprimersi prima o al momento della conclusione del contratto, il professionista non può adempiere eseguendo una fornitura diversa da quella pattuita, anche se di valore e qualità equivalenti o superiori.

In secondo luogo, la nuova delibera afferma che: “la disciplina del ripristino prevede che il venditore contestato richieda un importo massimo relativo al corrispettivo a copertura dei costi sostenuti per l'uso delle infrastrutture e l'approvvigionamento dell'energia consumata dal cliente finale, escludendo i costi relativi all'attività di commercializzazione della vendita al dettaglio”.

Perché mai il consumatore dovrebbe pagare  all’operatore gli oneri per il periodo in cui è stato sotto l’operatore scorretto, senza considerare il dispendio di tempo ed energia per tornare all’operatore antecedente al contratto non richiesto.

Ricordiamo ai consumatori che in caso di attivazioni non richieste nulla è dovuto all’operatore truffaldino e non pagate le bollette che arrivano da quest’ultimo perché sarebbe come un implicito riconoscimento del “nuovo operatore non richiesto”.