Martedì, 19 Settembre 2017 09:15

Autorità per l'Energia: nell'ultimo anno ci è costata 70 mln di euro ma decide di chiedere più soldi agli operatori

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Codici: il meccanismo di finanziamento deve essere completamente rivisto

Una delibera del 1 giugno 2017 ha deciso di aumentare il contributo che gli operatori di energia, gas e acqua, devono pagare all'Autorità.

Se non bastassero le continue truffe, imbrogli e raggiri, in particolare negli ultimi mesi i consumatori sono stati costretti a subire una disastrosa situazione del servizio idrico, senza che chi avrebbe dovuto vigilare lo abbia fatto realmente.

Nonostante le sanzioni, che appaiono inutili ed irrisorie, il mancato controllo e il mancato intervento da parte dell'Autorità, rende evidente la sua inefficienza.

Il meccanismo utilizzato per il pagamento dei contributi da parte delle aziende, inoltre, è assolutamente ingiusto: il contributo dovrebbe essere pagato sulla base di quello che realmente si guadagna, dunque in base all'utile non al fatturato.
In questo modo più l'operatore è grande e inefficiente meno pagherà, al contrario dell'operatore più piccolo ma molto più produttivo che sarà costretto a versare un contributo maggiore.

Soltanto in Italia siamo di fronte a tale meccanismo. Le Autorità degli altri Paesi risultano estremamente più funzionali e ricadono nel bilancio dello Stato, proprio per garantire la terzeità di questi soggetti.
Dall'ultimo bilancio 2016, inoltre, si evince che l'Autorità è costata 70 milioni di euro, di cui circa 40 milioni sono stati spesi soltanto per il personale (circa 300 dipendenti tra personale di ruolo e non).

"Ci appelliamo al Governo - dichiara Luigi Gabriele Affari Istituzionali Codici - affinché ci sia una revisione del meccanismo di finanziamento ma anche che si trovi un sistema che garantisca terzietà, efficienza e trasparenza. Il prossimo Collegio deve revisionare questo squilibrio e deve far in modo che l'Autorità sia in grado di essere competitiva e meno gravosa".

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