Lunedì, 17 Luglio 2017 12:22

Arezzo: perchè è giusto tenere accesi i riflettori sulla vicenda del bambino prelevato da scuola e allontanato dalla sua famiglia

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In merito alla questione del minore allontanato da scuola ad Arezzo, è necessario fare delle considerazioni in seguito alle affermazioni che il Sindaco ha rivolto alla nostra Associazione, accusata di tenere accesi i riflettori sulla vicenda speculando su quanto avvenuto e sulle persone coinvolte.

E' giusto e necessario tenere i riflettori accesi su questa vicenda perché essa rappresenta un caso emblematico di come vengano gestite tali situazioni dalle nostre amministrazioni.

Sono evidenti numerose falle nella modalità di esecuzione del provvedimento: l'approccio adottato è sicuramente sbagliato così come sbagliate sono le risposte date in seguito. Quello che è emerso è una grave incapacità da parte dell'apparato pubblico.
Lo Stato, i pubblici poteri sono e devono essere al servizio dei cittadini e soprattutto al servizio di chi si trova in situazione di grave difficoltà sociale ed economica. Si è scelto, invece, di scaricare sulla famiglia questa incapacità di gestione offrendo la risposta peggiore possibile: l'allontanamento.
Esisteva sicuramente un modo più consono di attuare un ordine del Tribunale dei Minori che andasse incontro ai genitori ma soprattutto al bambino.
Un'amministrazione attenta si deve interrogare prima di qualsiasi altra considerazione su come migliorare i propri servizi e renderli per il cittadino e non violentare il cittadino quando esso si trova in una situazione di debolezza.
Il problema sono gli interventi pubblici sull'accettabilità della povertà e questo caso è l'evidente dimostrazione che le nostre amministrazioni non cercano soluzioni ai problemi, ma li scaricano sul cittadino, creando delle situazioni di disagio difficilmente recuperabili. Se la povertà diventa un motivo di allontanamento di un figlio dai propri genitori, si può ottenere soltanto un ragazzo traumatizzato e un giovane disadattato.
Cosa si impara da provvedimenti del genere? Le difficoltà economiche in cui versano le famiglie non possono e non devono diventare una colpa.
Emerge un'inefficienza culturale e strutturale poiché questo modus operandi è diventata una prassi più che essere un provvedimento eccezionale: basti pensare che la percentuale degli affidi in Italia è del 300% in più rispetto alle altre nazioni europee, coem ad esempio Germania e Francia.
E' più sano per il bambino che cresca lontano dalla famiglia? La migliore soluzione possibile era questa? La situazione è stata gestita nel migliore dei modi possibili?
Le istituzioni attente e i corpi sociali debbono porsi delle domande su questa vicenda che è un palese fallimento dei servizi dello Stato, perché non siamo evidentemente in grado di adottare soluzioni all'altezza della situazione.
Quello che noi auspichiamo non è la sterile polemica o la difesa d'ufficio ma è il partire da questo fallimento per chiederci cosa andava fatto di diverso.

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