Lunedì, 25 Settembre 2017 13:54

Giudici contro i padri: Corte d'Appello di Roma contro la bigenitorialità Rifiutata la richiesta di Codici di poter aver accesso ai dati statistici sugli affidamenti dei minori

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La Corte D'Appello di Roma ha rifiutato, con una nota formale, di fornire i dati statistici sugli affidamenti dei minori.

In particolare, con una petizione, l'Associazione Codici chiedeva di poter prendere visione ed estrarre copia dei dati statistici riferiti a:


1) percentuali di collocamento prevalente presso la madre in regime di affido condiviso ovvero presso il padre;
2) percentuali di condanne alle spese di lite a carico del padre ovvero a carico della madre;
3) percentuali di decisioni che hanno disposto/confermato il regime di mantenimento diretto dei minori.

La risposta non si è fatta attendere e l'esito è tristemente prevedibile.


La Corte d'Appello ha, infatti, rifiutato la richiesta pur trattandosi di dati che ha l'obbligo di rendere pubblici, dovendoli presentare all'Istat.


E' bene precisare, viste le motivazioni allegate al rifiuto riguardo alla tutela della privacy dei soggetti coinvolti, che l'Associazione Codici non chiede dati nominali ma percentuali, per riuscire ad avere un quadro completo della situazione degli affidi in Italia, nonostante le segnalazioni che pervengono alla nostra Associazione, lo delinino già chiaramente.

Perché allora ci troviamo dinanzi a tale rifiuto?

La risposta sembra essere palese: analizzando i dati sui collocamenti dei minori in seguito alle separazioni emerge un totale sbilanciamento nei confronti delle donne, a danno dei padri.
Secondo i dati dell'Istat, in riferimento al periodo 2013-2014, i genitori single che vivono con i figli, in Italia, sono 2.439.252, di questi meno del 2% sono padri. Nonostante nella maggior parte dei casi il giudice decida per l'affidamento condiviso, di fatto, i figli restano quasi sempre a vivere con la madre ed è il padre, nel 94,1% dei casi a versare l'assegno di mantenimento.


Emerge un chiaro sbilanciamento dei collegi verso la donna, il quale viene costantemente messo in pratica attraverso provvedimenti evidentemente sessisti.

La Corte D'Appello, con questo rifiuto immotivato e ingiustificato contribuisce ad ostacolare il diritto alla bigenitorialità, negato sempre con più forza ai milioni di padri separati che quotidianamente combattono per poter vedere i propri figli e continuare ad essere genitori.

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