Sabato, 21 Ottobre 2017 09:24

Emergenza padri separati: le probabili conseguenze psicosociali

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Un problema sociale di cui poco si parla e sul quale ancor meno si riflette è quello dei padri separati che, sempre più, aumentano e che, senza accorgersene, si trovano a dover affrontare una realtà nuova, insidiosa ed assai pericolosa non essendo ne preparati ne disposti a fronteggiarla, ma obbligati a reagire per evitare di cadere senza più potersi risollevare.

Non è facile ritrovarsi con le spalle al muro, con due valigie piene di camice e pantaloni da portare via, con una moglie o una compagna che ti guarda con un sorriso di soddisfazione e con uno sguardo di delusione e con uno o due bambini piccoli che, stupiti dalla situazione, ti osservano senza capire perche te ne stai andando. Ebbene si: questa è la classica scena che si ripropone ogni qualvolta ci si trova di fronte ad una separazione di coppia; il padre esce di casa per non farne più ritorno portando con se solo lo stretto indispensabile perche non sa bene, o non sa minimamente, dove andare. Sa solo che lo spazio disponibile è quello del porta bagagli della sua macchina e che di certo passerà le notti a venire in modo itinerante senza una fissa dimora. Ecco che l’uomo viene proiettato in questa nuova e assai scomoda situazione alla quale non è avvezzo percependo un senso di smarrimento che gli pervade il corpo e gli attanaglia la mente senza avere la possibilità di pensare con lucidità per via del senso di sconforto, di delusione e di fallimento che gli riempiono il cuore e la testa. Sono proprio questi sentimenti la causa della lenta, ma continua disfatta che accompagna, giorno dopo giorno, l’uomo in questa terribile situazione; è molto difficile, talvolta impossibile, accettare di aver fallito come marito e come padre ed altrettanto difficile cominciare a pensare di stare da solo, cercare una sistemazione dignitosa, continuare a lavorare e mantenere lo standard sociale al quale si era abituati. Anche se, al giorno d’oggi, la separazione è un fenomeno sociale conclamato in crescita, ogni singola separazione va analizzata in modo dettagliato in quanto ogni persona è diversa cosi come ogni famiglia d’origine è diversa e di conseguenza il modo di vivere questo avvenimento ed il vissuto emozionale sono diversi. Una cosa, a mio avviso, accomuna la gran parte dei padri separati cioè i vedersi negare la possibilità di ricoprire il proprio ruolo all’interno del nucleo familiare dove, oggi più di ieri,gli stessi padri si cimentano perfettamente. È proprio da qui che, secondo me, deriva il sentimento di frustrazione e la conseguente delusione che affligge questi uomini; la delusione, dapprima letta nello sguardo della ex compagna e successivamente sperimentata durante le battaglie legali, è solo la punta dell’iceberg; il vero problema è il doversi confrontare tutti i giorni con il ricordo di un sogno infranto, di operare costantemente esami di coscienza cercando di capire dove e quando ci si poteva comportare diversamente o su come sarebbe finita una determinata situazione se ci fosse stata maggiore comprensione. Tutto questo rimuginare su situazione passate oramai finite porta l’uomo a concentrarsi molto sui propri errori perdendo di vista la realtà che, purtroppo, colpisce duro e senza avviso. È necessario trovare una nuova sistemazione, ridimensionare le spese mensili, fare cose che prima non erano fondamentali e, in fin dei conti, fare affidamento solo sulle proprie capacità ed energie. In un attimo ci si ritrova senza casa e senza soldi, ma allo stesso tempo con il lavoro di tutti i giorni e con delle esigenze difficili da reprimere. Se è vero che a lungo andare la situazione tende a migliorare è proprio durante il primo periodo che l’uomo incontra le maggiori difficoltà: preferisce trascorrere più tempo a lavoro e dedicare più energie ad attività ricreative, talvolta solitarie e talvolta di gruppo pur di non rimanere solo dentro casa circondato da quel senso di vuoto opprimente al quale non è abituato. Deve far fronte al senso di frustrazione di un eventuale nuovo compagno della ex moglie non tanto per quest’ultima, ma perl’idea che i figli vedano un altro uomo in casa; questo potrebbe generare un enorme calo dell’autostima nel padre ed una conseguente probabile depressione che inibirebbe e rallenterebbe quest’ultimo nella attività giornaliere. In ultimo cercare di affrontare tutte le spese è quasi impossibile in quanto circa un terzo dello stipendio viene dato, tramite un assegno mensile, alla ex moglie, le bollette raddoppiano, come anche le esigenze e le spese per i figli tanto è vero che i padri separati vengono etichettati come “i nuovi poveri”. Per concludere la cosa fondamentale che deve essere evitata in queste situazione è la perdita della dignità personale: perdere la dignità, per un uomo/padre significa aver perso la più grande battaglia della sua vita e che quindi non ci sono altri motivi per continuare a lottare. Questa è una prospettiva molto preoccupante se si pensa a quanti uomini separati e con figli si trovano in questa situazione e quanto poco vengano supportati, anzi lasciati nella spirale della solitudine. È necessario far prendere atto della situazione, laddove sia possibile, e analizzarepiù attentamente le singole situazioni cercando di valorizzare i punti di forza dell’uomo ed aiutarlo a rialzarsi a testa alta dalla posizione genuflessa e remissiva che per troppo tempo ha assunto.
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