Martedì, 28 Novembre 2017 15:15

Facebook: l’AI per prevenire i suicidi

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Il gigante decide per un attimo di abbandonare il suo lato social e gettare uno sguardo su problematiche sociali sempre più rilevanti. L’innovativo sistema è stato annunciato da Mark Zuckerberg tramite la sua pagina, e si avvarrà dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per prevenire i casi di suicidio tra gli adolescenti.

 

 







E’ proprio questo il futuro di Facebook, essere sempre più attiva online per prevenire i possibili suicidi. Detta così sembrerebbe una sfida più ardua del previsto, ma non dimentichiamoci mai con chi stiamo parlando: Facebook è capace di sfornare innovazioni e applicativi con un ritmo incessante. 

 

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Perché una tema così caldo?



Da quando la rete ha aumentato la sua influenza sono aumentati i casi di depressione, suicidi, cyberbullismo e chi ne ha più ne metta. E di ieri la notizia di una ragazza che si è tolta la vita in Sardegna per un filmato hard finito (a sua insaputa) online. Il digitale è un po così, un’arma a doppio taglio capace di facilitare molte azioni della vita quotidiana da un lato e di rovinarti l’esistenza in un baleno dall’altra: tutto dipende dall’utilizzo proprio o improprio che se ne faccia. 

 

suicidi

 

 

Perché si parla di AI?



Il sistema analizzerà keywords e schemi ricorrenti nei post, nei commenti e nei video per intervenire prima e meglio nelle situazioni a rischio: non si tratterà quindi di segnalazione da parte degli utenti (una prassi comune al giorno d’oggi) quanto piuttosto di un’analisi basata su un processo automatizzato. Il sistema è talmente performante che non solo consentirà di analizzare milioni di contenuti alla ricerca di pensieri negativi o autolesionistici, ma allo stesso tempo permetterà di dare una priorità ai contenuti più negativi, permettendo di agire in tempo.



Non solo. Il capo del progetto Guy Rosen ha aggiunto dei particolari davvero interessanti: oltre alle giù citate capacità analitiche, il sistema è in grado di analizzare anche espressioni ambigue come “tutto bene” o “posso aiutarti” e capire il contesto a cui esse si riferiscono. Ovviamente questo processo non sarà totalmente automatizzato: ci saranno dei team attivi H24 che analizzeranno i vari report e prenderanno le dovute precauzioni, come mettersi in contatto con un amico o fornire una linea di supporto.





L’innovativo sistema di prevenzione non è presente in Europa per via di alcuni problemi in tema di regolamentazione e privacy, ma in molti paesi del mondo è giù una realtà che sta portando numerosi risultati.


 

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Facebook è un gatekeeper?

Con un bacino di oltre 2 miliardi di utenti connessi, Mark Zuckerberg ha pensato bene di rivalutare la posizione della sua creatura; oltre alle miriadi di innovazioni che ha sfornato in questi anni, in casa Facebook hanno capito che uno dei problemi maggiori era proprio quella della sicurezza. Già all’inizio dell’anno erano trapelate informazioni circa la possibilità di sviluppare un sistema capace di dare un apporto significativo su problemi sociali, uno su tutti il suicidio, ultimamente sempre più (tristemente) alla ribalta soprattutto tra i giovani. Che dire, l’obiettivo di Facebook è sicuramente lodevole, un esempio di come la tecnologia possa tamponare uno dei problemi più gravi derivanti dall’utilizzo della rete; non solo quindi il social network per eccellenza ma anche un garante per problemi che affliggono un’intera società.



Una nota positiva anche sulla tanto criticata intelligenza artificiale:

Come ha accennato lo stesso Zuckerberg: “Con tutta la paura di quanto l’ìntelligenza artificiale possa essere pericolosa in futuro, è bene ricordarci quanto possa invece aiutarci oggi a salvare vite umane”.

 

Francesco Sanetti

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