Lunedì, 05 Febbraio 2018 10:26

I magistrati si auto-assolvono nel 90% dei casi. CODICI: “Sintomo di giustizia negata”

Vota questo articolo
(0 Voti)
I casi che portano alla promozione di azioni disciplinari da parte del Consiglio superiore della magistratura sono soltanto 2 su 1.200.
Probabilmente non c’era bisogno di un’inchiesta giornalistica per raccontare quanto ormai il rapporto tra cittadini e tribunali sia deteriorato. Nuove cifre raccolte da Il Giornale ci aiutano però a farci un’idea di quanto sia grave il rapporto di sfiducia nei confronti dei magistrati: sfiducia che, spesso e volentieri, sfocia in veri e propri esposti da parte di privati.

Stando a quanto riportato dal quotidiano, nel 2017 sono pervenuti alla Procura Generale ben 1.340 esposti che per tema hanno possibili irregolarità compiute da pm, toghe e giudicanti. Numeri che confermano il trend degli ultimi 5 anni, che presentano una media di 1.335 esposti ciascuno.

Il dato più preoccupante è quello che però riguarda l’esito delle azioni legali di cui sopra. Nel 2017 l’89,7% dei procedimenti ha portato all’archiviazione per il magistrato accusato, nel 2016 addirittura il 92%. Numeri che raccontano, in maniera quasi inequivocabile, come la categoria si auto-governi, si auto-esamini e, purtroppo, si auto-assolva (quasi) sempre e comunque. Anche in questo caso i numeri parlano chiaro: come già anticipato, nel 2017 solo 2 casi su 1.200 archiviati hanno portato alla promozione di azione disciplinari poi portate avanti dal Consiglio superiore della magistratura.

Interessante a tal proposito il parere di Riccardo Fuzio, procuratore generale della Corte di Cassazione, secondo cui “Questo incremento notevole di esposti di privati […] può essere anche il sintomo che a fronte di una quantità abnorme di processi non sempre vi è una risposta qualitativamente adeguata”.

Noi di CODICI ci permettiamo di rispondere a Fuzio che i dati di cui sopra non possono essere soltanto frutto di un eccessivo carico di lavoro. Siamo piuttosto convinti che siano la naturale conseguenza di tante, troppe, storie di vera e propria giustizia negata.

Ad esempio sarebbe curioso (e drammatico) scoprire quanti degli esposti 2017 sono stati presentati da padri separati, ovvero da incolpevoli rappresentanti di una delle figure più penalizzate dalla giustizia italiana. Uomini che noi di CODICI proviamo a tutelare da anni e che continuano a risentire di un illegittimo orientamento della preferenza materna.

Una media di 1355 esposti all’anno dovrebbe fare riflettere la magistratura. Dovrebbe portare tante persone a pensare che una decisione superficiale, se non addirittura ingiusta, può avere un effetto devastante sulla vita di una persona. Torniamo a pensare alle migliaia di padri separati finiti letteralmente in mezzo alla strada per colpa di assegni di mantenimento esagerati, che, tra l’altro, sono costretti ad organizzare la propria vita attorno alle poche occasioni che gli vengono concesse per passare qualche ora con il figlio (specie se minore).

Quello che ci auguriamo noi di CODICI è un concreto cambio di atteggiamento da parte di chi prende le decisioni e, in teoria, dovrebbe tutelare i cittadini. Speriamo che la magistratura prenda coscienza della condizione di insicurezza in cui versano gli italiani e che inizi a dimostrare con i fatti la voglia di tornare a mettersi a disposizione degli innocenti. Ci permettiamo di proporre un primo passo simbolico: dare accesso ai dati sulle separazioni, che continuano a non venire consegnati nonostante le regole sulla trasparenza amministrativa.

codici-dacci-il-5