Domenica, 09 Aprile 2017 07:32

Ecco come i gestori di siti pirata la fanno franca in Italia

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Il 7 febbraio 2017 n. 181 il Tribunale di Frosinone ha emesso sentenza in cui ha accolto "per mancanza di prove", l’opposizione inoltrata da un gestore di alcuni siti pirata di streaming che si opponeva al pagamento di una esosa sanzione pecuniaria legata al mancato rispetto della legge a tutela del diritto d’autore.

 

E questo nonostante non ci fosse alcun dubbio sulla violazione della legge a tutela del diritto d’autore.

Il motivo? Mancanza di prove sulla finalità di lucro dell’attività illecita. Più nello specifico ciò che mancava era un requisito essenziale di punibilità, ossia la prova dell’intenzionalità di trarre un guadagno economico dall’attività di condivisione di contenuti protetti senza autorizzazione.

Quindi, pur nell’evidenza dell’attività perpetrata dal gestore del portale, la sanzione amministrativa è stata annullata per mancanza di documentazione probante la natura dei banner pubblicitari e la loro effettiva capacità di produrre reddito a favore del gestore dei portali, seppur entrambi palesi.

La sanzione amministrativa era stata stabilita per un importo di ben 546.528,69 euro ed è stata annullata per via all’incompletezza della relazione sull’indagine svolta dalla Guardia di Finanza.

Autore: Desiree Giacomelli

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