Domenica, 03 Settembre 2017 13:54

Diritto di recesso o di ripensamento: ecco come deve funzionare

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Il Codice del Consumo ha riconosciuto al consumatore, per i contratti conclusi a distanza e fuori dai locali commerciali, il diritto di recedere unilateralmente dal contratto stipulato per l’acquisto di beni e servizi. Il diritto di recesso consiste nella facoltà concessa al consumatore di poter unilateralmente sciogliere il vincolo contrattuale restituendo il bene acquistato (o revocando l’ordine) e conseguentemente ottenendo la restituzione del prezzo pagato.


In data 23 ottobre 2005 è entrato in vigore il Codice del consumo si tratta del I Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, relativo al riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei consumatori, che comprende la maggior parte delle disposizioni emanate dall’Unione Europea nel corso degli ultimi venticinque anni per la protezione del consumatore.


La legge non prevede alcun diritto di recesso per gli acquisti effettuati all’interno di negozi o altri locali commerciali del venditore.

Il venditore deve sempre farsi carico dell’obbligo di comunicare al consumatore la facoltà di esercitare il diritto di recesso .Il diritto di recesso è irrinunciabile e non assoggettabile a penali o limitazioni. Il suo esercizio non è limitato alle ipotesi di giusta causa, poiché il consumatore può esercitare il diritto di recesso senza essere tenuto a fornire alcuna spiegazione circa i motivi e le cause per cui intende sciogliere il contratto. Ogni clausola contraria, eventualmente presente, sarebbe da considerarsi nulla.
Il diritto di recesso può essere esercitato dal momento della conclusione del contratto fino a quattordici giorni dopo il ricevimento della merce. Nel caso in cui il venditore non abbia soddisfatto gli obblighi di informazione, il consumatore ha un anno di tempo per il ripensamento (14 giorni dal momento in cui viene informato).

Come si esercita il diritto di recesso

Il diritto di recesso si esercita con l’invio entro il termine di quattordici giorni di una comunicazione scritta alla sede del venditore mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Benché la legge non preveda espressamente l’obbligo di invio della lettera tramite raccomandata a/r o pec il nostro consiglio è di procedere in questo modo per poter poi dimostrarne l’invio e la ricezione.
Nella raccomandata è sufficiente inserire i propri dati, quelli relativi all’ordine e all’acquisto effettuati, comunicando l’intenzione di recedere dal contratto, con l’intimazione di restituire il prezzo pagato entro il termine tassativo di 30 giorni.
Salvo diversi accordi contrattuali tra le parti, il diritto di recesso/ripensamento non è previsto per gli acquisti effettuati da aziende o professionisti con partita iva.

www.aiutoconsumatori.it

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