Martedì, 24 Gennaio 2017 15:37

Codici: costituiti ed oggi ammessi parte civile nel processo per la morte di Ilaria Humber Chiederemo la condanna di tutti gli imputati

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L’Associazione Codici è stata ammessa parte civile nel processo per la morte di Ilaria Humber, la ragazza morta il 27 Aprile del 2012 per arresto cardiaco presso l’Ospedale di Colleferro.

A processo ci sono 11 indagati tra medici e paramedici, denunciati per omicidio colposo e falso in atto pubblico, Codici inserì il caso in uno delle centinaia della campagna “Indignamoci!” promossa dall’Associazione.


Ilaria non parrebbe morta per un mal di pancia. Di questo l’associazione Codici è convinta, così come i parenti della ragazza tredicenne che nel 2012 fu ricoverata dopo una gita scolastica all’ospedale Parodi Delfino di Colleferro.
“Il giudice ha riconosciuto i nostri sforzi nella ricerca della verità in questo caso in cui, non solo presumemmo ci fosse stata negligenza medica ma anche la volontà di falsificare le prove”, dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici.

All’epoca dell’accaduto, i sanitari spiegarono il decesso con una malformazione congenita. Ma i genitori non ci hanno mai creduto e grazie all’autopsia eseguita dopo la riesumazione, è stato scoperto che l’adolescente soffriva della patologia del megacolon. Particolare venuto a galla, fu che i medici dell’ospedale effettuarono un esame diagnostico con una sonda nasale per via rettale. Addirittura festeggiarono perché erano riusciti a non perforare l’intestino.

Il tribunale decise il rinvio a giudizio di 11 persone, accusate del reato di falsificazioni della cartella clinica e pratiche mediche sbagliate.
La storia è stata trattata da Codici nell’ambito della campagna “Indignamoci!”, un impegno volto a raccogliere gli episodi segnalati direttamente dai pazienti di errori sanitari, le inefficienze strutturali, il ritardo nei soccorsi o la mancata diagnosi delle malattie.

La maggior parte delle cause di cui Codici si occupa, decine, sono concentrate al Sud (55%) mentre in misura uguale i casi si distribuiscono al Nord e al Centro.

Alla luce di questi casi, siamo molto preoccupati per il Ddl sanità approvato in Senato e tornato alla Camera, che pertanto, deresponsabilizzando i medici in caso di errore, lascerebbe impuniti tanti casi di malasanità, e ribadiamo la difficoltà oggettiva nel dimostrare il danno a carico del paziente, soprattutto nei casi come quello di Ilaria, nei quali viene manomessa, per falsificare le prove, la cartella clinica.

Per segnalazioni di casi di malasanità, non esitate a contattarci: http://codici.org/indignamoci.html

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