Venerdì, 10 Febbraio 2017 15:27

Sistema Sanitario Nazionale: Se Atene piange, Sparta non ride Il Ministro intervenga tempestivamente

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L’Inghilterra al Congresso ESMO(European Society for Medical Oncology) è risultato il peggiore Paese dell’area ovest a causa di un’assistenza al di sotto degli standard e della carenza di personale, infatti attingono personale medico ed infermieristico dall’estero in quantità rilevanti

Il Sistema Sanitario Nazionale Inglese è stato sbeffeggiato dalla Care Quality Commission inglese oltre che per i problemi suddetti, anche perché il 74% degli ospedali del Paese non offre garanzie ai pazienti.
Ma del resto, l’Italia non può sicuramente ergersi a maestrina su questo versante: attese al pronto soccorso fino a due giorni, sovraffollamento e difficoltà nella reperibilità dei medici. Non c’è trasparenza nella gestione dei posti letto, si vedano le cronache più recenti, ospedali dove si viene visitati a terra perché non si fa un inventario dei posti letto in base all’emergenza. E' grave che solo il 45% dei Dea (Dipartimento Emergenza e Accettazione)I livello abbia conoscenza in tempo reale dei posti letto disponibili nei reparti di tutta la struttura. Sui tempi di attesa, secondo i dati del monitoraggio dei pronto soccorso italiani effettuato da Simeu (Società italiana della medicina di emergenza-urgenza), per avere un ricovero trascorrono meno di 12 ore nel 40% dei pronto soccorso, 50% dei Dea I livello, 13% Dea II livello; 24-48 ore nel 25% Dea I livello, 19% Dea II livello, 40% pronto soccorso. E si arriva anche a oltre due giorni di attesa nel 38% dei Dea II livello e nel 20% dei pronto soccorso.
Rimangono poi in Italia differenze abissali tra Nord e Sud del Paese che determina un vero e proprio turismo sanitario interno, causando così notevoli disguidi anche al Nord dove la sanità funziona sicuramente meglio che al sud.
La spesa per il servizio sanitario nazionale ammonta a circa 100 miliardi che comunque derivano dalle tasse dei cittadini, più quelli che le famiglie italiane spendono direttamente quando si rivolgono al privato non volendo morire nell’attesa di una visita medica, che fatta in tempo costituisce il pilastro della prevenzione.

L’Associazione Codici alla luce di questi dati si chiede: non sarà il caso che il Ministro si ponga un problema su questo stato delle cose ed intervenga tempestivamente in modo da agire ex ante e non ex post inviando gli ispettori?
Ricordiamo ai cittadini che dovessero trovarsi in difficoltà o che fossero vittime di malasanità di contattarci al link della Campagna “Indignamoci”: http://codici.org/indignamoci.html






Dott.ssa Carla Pillitu,

Ufficio Stampa CODICI
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