Martedì, 31 Ottobre 2017 13:39

Servizi #svuotacredito non richiesti sul cellulare Oggi riunione cruciale in Agcom Codici: è necessario fermare in maniera definitiva questo fenomeno che costa ai consumatori 450 milioni ogni anno

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Questa mattina si è tenuta in Agcom una riunione cruciale per ridurre il fenomeno delle truffe #svuotacredito.

Purtroppo il consumatore italiano è vittima indifferenziata di pratiche commerciali scorrette o servizi non richiesti da parte delle aziende, non solo energetiche ma anche telefoniche, e si badi bene, nonostante qui le cifre siano inferiori, il fenomeno non è meno trascurabile.

Sempre più frequenti sono infatti le problematiche sui “servizi a valore aggiunto o a contenuto” che stanno raggiungendo un livello allarmante, oltre che fuorviante per un mercato degno di essere definito trasparente ed efficace.

Com'è noto, la facilità con la quale si cade nella truffa è strabiliante, basta sfiorare un banner o stare sulla pagina di un articolo per più di un minuto, e ci si ritrova attivato un servizio mai richiesto, ad un costo medio di 4,99€ settimanali, che vengono prontamente scalati dal vostro credito.

La semplicità di attivazione non corrisponde quasi mai alla trasparenza o alla altrettanta semplicità nella disattivazione.

Per disattivare gli abbonamenti, infatti, il consumatore è costretto quasi sempre a chiedere la nostra assistenza perché diventa incomprensibile, o quasi mai identificabile, la modalità per disattivare. Come pure, è altrettanto inconcepibile la eccessiva discrezionalità che gli operatori adottano per stabilire chi e quando si abbia diritto ad un rimborso.

Oggi l'Autorità prova a porre "rimedio", mettendo in atto una sperimentazione che avrà durata di 6 mesi, durante i quali alle aziende sarà data la possibilità dare autonomamente una soluzione. E' come dire, insomma, al gatto di fare la guardia al topo e, di certo, non sortirà gli effetti sperati.

Codici chiede di fermare totalmente il fenomeno, considerata la gravità e la consistenza del numero degli operatori coinvolti, e di intervenire regolando in maniera definitiva, al fine di tutelare correttamente i consumatori.

La mancata incisività dell'Autorità e il suo intervento così debole e permissivo, fa si che le compagnie telefoniche, in questo caso come in quello della fatturazione a 28 giorni, facciamo quello che vogliono, in maniera spregiudicata e totalmente lesiva del consumatore.
E' ingiusto che siano, come sempre, i consumatori a dover subire un torto e a doverci rimettere, Codici chiede che il fenomeno dei servizi svuotacredito sia definitivamente arginato.

Codici si dice molto delusa dalla strada intrapresa dall'Agcom, in quanto è evidente l'inutilità di questa sperimentazione che non farà altro che allungare i tempi e permettere agli operatori di perpetrare queste pratiche scorrette.
Per renderci conto dell'entità della situazione, ecco i numeri dell'osservatorio Codici: 5 euro, mediamente ogni sei mesi, sottratti inconsapevolmente ai consumatori, per 45 milioni di sim, che fanno un totale di 450 milioni di euro ogni anno. E, attenzione, si tratta di stime prudenziali. Supponiamo che il numero salga vertiginosamente, considerando che in Italia le sim sono 90 milioni e i servizi svuotacredito vengono attivati almeno 2 volte nel corso di un anno.

Codici, inoltre, suggerisce a tutti i consumatori, in particolare in presenza di bambini, di prestare attenzione:

- mentre utilizzano l'Ipad: è bene bloccare l'accesso a qualsiasi sito non protetto o che presenti dei contenuti pubblicitari;
- per quanto riguarda gli smartphone, invece, evitare assolutamente di cliccare su banner pubblicitari.

Se doveste ricevere un messaggio di attivazione del servizio, per riavere i soldi relativi al costo di attivazione è necessario chiamare il proprio operatore e provvedere alla disattivazione e al rimborso. Nel caso in cui non riusciate a far disattivare il servizio, rivolgetevi all'Associazione Codici.

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