Mercoledì, 15 Novembre 2017 20:42

Nuovo piano per risanare Atac Dopo l’ultimo ed ennesimo venerdì nero per i trasporti nella Capitale, Codici: chi tutela le migliaia di lavoratori e non, che rimangono a terra?

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Dopo l’ennesimo venerdì nero per i mezzi pubblici nella Capitale, determinato dai sindacati, proviamo a capire cosa viene chiesto ai dipendenti di così assurdo nel nuovo piano per risanare l’azienda.

Il piano industriale per risanare Atac prevede: che la settimana lavorativa da 37 ore passi alle 39 previste dal contratto collettivo nazionale, quindi si aggiungerebbero 2 ore in più a settimana, che a 400 impiegati vengano dati incarichi più operativi e che altri 100 diventino controllori di biglietti.
Così come per quattro giorni al mese anche gli altri dipendenti Atac potranno fare i controllori, ricevendo un bonus da 2,5 euro ogni multa incassata entro 5 giorni e gli verrà corrisposta l’indennità di 7€ al giorno.
Queste novità che non ci paiono affatto assurde, tanto più che gli autisti dell’Atac si lamentano da sempre di fare turni massacranti, ed invece si scopre che fanno addirittura due ore in meno rispetto al contratto collettivo nazionale, saranno operative dal primo gennaio.
L’Atac annuncia anche una stretta sul tema dell’assenteismo, l’Assessore ai trasporti Linda Meleo promette pugno duro e tolleranza zero verso i furbetti.
Certo tanto rimane da fare, ma quali sono i bisogni dei cittadini romani e non, perché poi ricordiamo che a Roma transitano pendolari regionali ed extra regionali, fedeli, turisti, scolaresche, perciò non è una città come tutte le altre, considerando anche il fatto che “contiene” un’altra città, Città del Vaticano

Ma cosa chiedono i cittadini che vivono o transitano su Roma?
Cose irragionevoli del tipo: arrivare in orario a lavoro e non attendere un treno della metropolitana per 15’/20’ e poi rimanerci fermi, tutti pigiati, per altrettanto tempo, soprattutto se si tratta del capolinea. Questo riguarda soprattutto la linea B1.
Chiedono che oltre agli scioperi neri, non si facciano quotidianamente gli scioperi bianchi, ovvero vengano saltate e diradate le corse. Anche perché si ha la più pallida idea di quante persone in 15’ si possano riversare su una banchina, considerando che Termini è l’unico snodo delle due linee della metro.
Quando piove poi vengono chiuse perché si allagano. Le scale mobili ogni due per tre sono bloccate.
Una gestione a dir poco rovinosa quella che ha portato ad un buco di 1,3 miliardi di euro e sicuramente la responsabilità sarà della mala gestio della dirigenza, ma è pure certo che bisogna mettere mano a tutto l’apparato, lavoratori compresi, in modo che sia resa maggiormente efficiente tutta la macchina.
I Sindacati partono dal presupposto che si voglia addossare la colpa ai lavoratori, ma non è questione di colpa, si tratta di fare in modo che ognuno faccia la propria parte per risanare un’azienda prossima al default, sulla base tra l’altro di proposte che non ci paiono così insopportabili.
Oltre a quelle succitate, prevista anche l’introduzione della timbratura per i macchinisti, per meglio controllare l’attività dei dipendenti, ci chiediamo finora come abbiano fatto in Atac a comprendere con esattezza orari e straordinari, incomprensibile l’opposizione dei dipendenti, in qualsiasi azienda sana non si può prescindere dal livello di produttività del personale.
È indispensabile che aumenti il numero di figure come: capitreno, macchinisti, addetti alla biglietteria e alla sosta, controllori e operatori qualificati, attraverso la riconversione del personale amministrativo.
Per quanto riguarda autisti e macchinisti, le novità comporterebbero: due ore di lavoro in più a settimana nelle officine di manutenzione con l’obiettivo di introdurre un nuovo modello tecnico ed organizzativo di gestione delle officine, verranno introdotti così dei moduli di gestione e rendicontazione delle ore di manodopera. Dove starebbe la follia?

I sindacati non ostacolino un processo di efficientamento che per forza dovrà passare anche dai lavoratori, senza per questo negare le responsabilità della dirigenza.

Codici chiede che venga stilata una Carta dei Servizi seria e vincolante, e che venga applicata.

Non è il caso di mettere lavoratori pendolari contro i lavoratori Atac, ma se il sindacato tutela i propri, qualcuno dovrà pensare alle migliaia di persone che hanno il sacrosanto diritto di arrivare in orario a lavoro ogni mattina, che timbrino il cartellino o meno.
Così come i sindacati lamentano che non debbano essere i dipendenti Atac a pagare il prezzo di una gestione aziendale dissennata, allo stesso modo chiediamo che non siano i lavoratori, altri, ad andarci di mezzo. Liberissimi, infatti di prendersela con i diretti responsabili, ovvero i dirigenti.


Dott.ssa Carla Pillitu,
Ufficio Stampa CODICI
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