Contatori:una storia infinita

Vota questo articolo
(0 Voti)
In arrivo i contatori di seconda generazione di Enel, che ne rafforzeranno la posizione dominante come già denunciava nel 2007 un provvedimento dell’Antitrust.


Ci sono voluti solo nove anni per cambiare il nome, da Enel Distribuzione a e-distribuzione, ma la vicenda non si é ancora conclusa tra ricorsi e appelli. Oggi e-distribuzione misura quasi tutta l’energia nazionale, per otto miliardi di euro all’anno, pagati con le nostre bollette.

Prima che la cosa si ripeta,é meglio ricordare come andarono le cose quindici anni fa, quando Enel cominciò a installare i suoi “contatori intelligenti”? Comandava Kaiser Franz Tatò che, voluto da Prodi, dal ’96.

Solo Enel sapeva quanto sarebbero stati intelligenti i nuovi contatori e come avrebbe potuto controllarli da remoto.

Meglio quindi non omologarli e chissenefrega della legge: “siamo l’Enel, se volete la luce eccovi l’elettrodomestico, tanto é gratis”.

Enel decise così di non omologarlo, ma non essendo uno strumento di misura omologato, non poteva neppure essere chiamato contatore e così Enel scelse elettrodomestico, giocando con il simbolo CE che, apposto sui contatori, che non era neppure regolare.

Questa è una pagina del manuale d’istruzioni che veniva consegnato all’ignaro consumatore.

istruzioni

Enel produceva ancora tutta l’energia elettrica nazionale e, con il nuovo elettrodomestico, l’avrebbe misurata per tutti.

Uno strumento totalmente nuovo: il dato di consumo viaggiava sullo stesso cavo elettrico con problemi che nessuno al mondo aveva ancora affrontato. Ma all’esperimento mancavano le cavie ed ecco allora decine di milioni di italiani pronti a pagare la luce, misurata tutta dalla stessa società che la produceva. I contatori venivano prodotti in Cina e nessuno ente terzo li verificava.

Venivano installati anche senza la presenza dell’utente tanto “era tutto gratis e il consumatore avrebbe finalmente pagato solo quello che consumava”.

Mentre Enel installava milioni di contatori, il Parlamento europeo stava discutendo una direttiva comunitaria che avrebbe stabilito i criteri di fabbricazione, omologazione e commercializzazione in Europa, della specifica categoria di strumenti, cioè proprio i contatori.

La direttiva, nota come MID, venne emanata nel 2004, ma entró in vigore solo nel 2006, quando Enel stava installando ormai gli ultimi “elettrodomestici”. La direttiva venne recepita dall’Italia solamente nel marzo del 2007.

Gli “elettrodomestici” erano illegali, erano più di venti milioni e bisognava quindi mettere le cose a posto.

Così prima intervenne l’Autorità per l’energia con la delibera 292/06, secondo la quale nel dicembre 2006 “i misuratori attualmente installati presso i punti di prelievo …sono di tipo elettromeccanico e i misuratori orari installati alla data del presente provvedimento presso alcuni punti di prelievo debbano essere preservati”.

Nessuno obiettò sugli “alcuni punti di prelievo” che erano invece venti milioni.

Sotto la voce “oneri di recupero continuità” la delibera scaricava il costo dei contatori nelle bollette degli italiani, con tanti saluti al “non vi costerà niente, é tutto gratuito”.

Ma c’era un altro problema: il Testo Unico delle leggi metriche che imponeva, e impone ancora oggi, strumenti legali nelle transazioni commerciali.

L’Autorità per l’energia non poteva intervenire perché la metrologia legale non é di sua competenza e allora ci pensa di nuovo il professor Prodi, con uno dei suoi provvedimenti “ad aziendam”.

Nel marzo 2007, quando la direttiva MID viene finalmente recepita, un articolo del decreto di recepimento vorrebbe rendere legale quello che legale non é, e non potrà mai essere: più di venti milioni di contatori illegali potranno funzionare “fino a quando verranno rimossi”.

Il decreto di recepimento, di dubbia costituzionalità, sarebbe anche impugnabile per eccesso di delega: una direttiva europea non va recepita per lavare i panni sporchi in casa.

Appena il decreto viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, l’Antitrust denuncia la posizione dominante di Enel ma ormai non frega più niente a nessuno.

Dopo nove anni, ancora oggi i contatori vengono sequestrati e la programmata sostituzione dei contatori, con quelli di seconda generazione, distruggerà le prove di misure illegali prodotte da elettrodomestici illegali, installati non si sa neppure quando ma che hanno concluso, secondo Enel, il loro ciclo di vita.

E in effetti i contatori illegali hanno una vita utile infinita perché, per decreto, possono restare lì dove sono “fino a quando non verranno rimossi” sempre a nostre spese, perché lo ha deciso Enel.
Altro in questa categoria: « Led e contatori Ecco il conto »