La validazione dei dati di consumo

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La direttiva europea MID sugli strumenti di misura stabilisce, senza alcun dubbio interpretativo, che il dato fidefacente la transazione é quello indicato dal contatore, dato che viene letto dal consumatore per verificare i propri consumi.



Se il contatore é omologato in accordo alla MID, ed é quindi certo che funzioni correttamente, non c’è alcun bisogno di validare il dato di consumo eppure in Italia non é così: per volere dell’Autorità dell’energia, che non ha alcuna competenza in metrologia legale, i fornitori devono farsi confermare dal distributore la correttezza del dato.

In attesa della conferma, in ritardo cronico perché i distributori non leggono i contatori o perché il dato si perde durante la trasmissione, il fornitore emette bollette basate su consumi stimati, sempre maggiori di quelli effettivi. Fatturare consumi sempre maggiori di quelli reali, significa evidenti vantaggi per lo Stato, in termini di accise, imposte e IVA.  

 

Il distributore, responsabile del servizio misurazione, rimane così il giudice della transazione, permettendo al fornitore di rivalersi sul consumatore. Se poi fornitore e distributore fanno capo alla stessa società, il gioco é fatto e il consumatore soccombe.

Il caso segnalato da un lettore é utile per capire come funziona: dopo alcuni anni di fornitura, il distributore si accorge di avere commesso un errore: l’energia fornita era maggiore di quella conteggiata e fatturata perché un fantomatico coefficiente K era diverso da quello impostato nel contatore in fase di allacciamento, operazione effettuata dallo stesso distributore e della quale é il distributore ad essere l’unico  responsabile.

Essendo uno strumento omologato MID, il contatore deve tener conto intrinsecamente di tutti gli eventuali coefficienti correttivi – come senz’altro si evince dalla dichiarazione di conformità dello strumento – ma, se è stato impostato o utilizzato male dal distributore, non é senz’altro colpa dell’utente.

La MID infatti prevede che, una volta posizionato e installato, non possono essere modificate le caratteristiche metrologiche del contatore, né localmente né da remoto.

Per evitare sorprese, é essenziale comunicare il valore dell’autovettura al fornitore.