Lunedì, 07 Novembre 2016 11:25

"Al lupo..al lupo!” e questa volta e’ arrivato davvero!

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Tutti gli organi d’informazione la scorsa settimana hanno fatto a gara per meglio impressionare il pubblico sulla non buona situazione climatica della nostra Terra.

Si è iniziato a parlare della diminuzione costante dell’ossigeno nella nostra biosfera e poi a sottolineare il fatto che si è superata la soglia dei 400 ppm di CO2 in atmosfera. Veramente noi avevamo già informato i nostri lettori lo scorso anno su questa concentrazione di CO2, facemmo infatti uno speciale su questo notiziario appena si era superata la soglia dei 400 ppm di CO2 ( 400 molecole di CO2 per ogni milione di molecole d'aria) Oggi però non siamo a 400 ppm, ma a 409. 

Un decennio fa quando avevamo raggiunto quota 370 ppm di CO2 e tutti gli scienziati e gli ambientalisti come noi iniziarono a gridare al rischio catastrofe climatica, i mass media nazionali e internazionali ci ignorarono e al massimo trattarono la questione come un fatto marginale. Perché ora ci si preoccupa così energeticamente, tanto che la preannunciata catastrofe climatica è finalmente apparsa nelle prime pagine dei giornali? Cosa è potuto accadere? Semplicemente che i “Padroni della finanza mondiale” hanno compreso che il disastro incombente può seriamente compromettere i loro profitti. Quindi ora questi “poveri” signori si stanno realmente preoccupando per il futuro, temendo di perdere i loro guadagni e ammettendo, finalmente, che il problema in gran parte è stato alimentato dalla loro politica dell’AVERE.
I dati sono ormai chiari e non contestabili, finalmente gli scienziati seri hanno dimostrato che la soglia del non ritorno è stata superata e che il clima del nostro pianeta si sta definitivamente trasformando. Siamo nella fase irreversibile, se improvvisamente decidessimo di non produrre più gas serra, l’aumento della temperatura terrestre non si arresterebbe, ma continuerebbe il suo trend di crescita. Abbiamo avviato un volano che non si ferma più, abbiamo immesso nell’atmosfera tanta di quell’energia che per le leggi della termodinamica continuerà a reagire facendo aumentare la temperatura globale. Per gli scienziati questa alta concentrazione di anidride carbonica resterà imprigionata nell’atmosfera per lungo tempo e per tornare alla concentrazione di CO2 ( 280 ppm ) del periodo pre-industriale ci vorrebbero alcuni secoli di oculata politica ambientale e climatica.
Quindi aspettiamoci effetti devastanti come uragani e tornado sempre più potenti, l’innalzamento dei mari, le ondate di calore insopportabili e letali, gli incendi delle ultime foreste del pianeta, l’invasione ( vedi articolo della settimana scorsa ) di insetti distruttori della nostra agricoltura e infine malattie e tumori sempre più virulenti.
Per gli scienziati del NOAA ( National Oceanic and Atmospheric Administration) se supereremo la soglia dei 450 ppm di CO2 sarà facile raggiungere i fatidici 2 gradi centigradi in più. A quel punto sarà una catastrofe senza precedenti per tutta la biodiversità del pianeta, scompariranno migliaia di vegetali e centinaia di animali. L’Africa diventerà più arida di quello che è oggi, e ciò comporterà esodi di milioni e milioni di persone disperate verso l’Europa. Aumenteranno le malattie e scoppieranno guerre infinite per le ultime riserve d’acqua e per accaparrarsi le ultime scorte di cibo. E’ una visione da film catastrofico di fantascienza? Niente affatto, purtroppo è una realtà! Solo che ancora pochi se ne rendono conto, perché in fondo sperano che alla fine tutto si risolverà per il meglio….
A chi dare le colpe di questo scenario apocalittico? Ovviamente alle massime autorità politiche del pianeta già informate negli anni ’80 del rischio catastrofe climatica e che non hanno prestato attenzione, o peggio, hanno affossato tutti i progetti alternativi ai combustibili fossili. Carbone, petrolio e gas sono il frutto di circa mezzo miliardo di anni di trasformazione di organismi biologici, soprattutto foreste, che avevano imprigionato la CO2 e il metano e che, riportati alla luce, li hanno liberati nell’atmosfera.
In questo quadro drammatico, tuttavia, quello che ci fa sorridere è che i distruttori del nostro ambiente e del nostro futuro saranno costretti anche loro a subirne le conseguenze devastanti, visto che ancora non siamo in grado di abbandonare questo pianeta per inquinarne altri.