Domenica, 09 Luglio 2017 09:12

Crescono le “Start up” in Italia

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Il secondo rapporto pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico certifica la crescita esponenziale delle start up nel periodo compreso tra ottobre e dicembre 2016.

Se il 30 settembre 2016 la sezione speciale del Registro Imprese contava solo 25 startup innovative costituite con questa modalità, il 31 dicembre 2016 la platea era oltre sette volte superiore, con ben 180 imprese scritte utilizzando la piattaforma online. Le startup innovative hanno raggiunto 6.745 unità, in aumento di 382 unità rispetto a fine settembre (+6%). Rappresentano solo lo 0,42% del milione e mezzo di società di capitali attive in Italia ma stanno velocemente crescendo, anche se hanno visto la scadenza di un certo numero d’imprese per raggiunti limiti d’età.


Il capitale sociale della start up innovative ha superato i 351 milioni di euro, in media 52 mila euro a impresa. Per i settori, il 70,56% delle start up innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, produzione software e consulenza informatica, attività di R&S, attività dei servizi d’informazione). Il 19,45% opera nei settori dell’industria in senso stretto (fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici; fabbricazione di macchinari; fabbricazione di apparecchiature elettriche); mentre il 4,31% opera nel commercio.

Dal punto di vista dell’occupazione, a fine settembre risultano essere 2.698 le start up innovative con almeno un dipendente (+105 sulla precedente rilevazione. A fine settembre 2016 il numero di addetti è arrivato a 9.169 in aumento di 127 unità rispetto a giugno. Il numero complessivo di soci e addetti coinvolti nelle start up innovative è ormai di 35 mila unità. Solo un anno prima erano 24.028: l’incremento è stato del 44,79%.

Le start up innovative con una prevalenza femminile sono 921, il 13,65% del totale. Quelle in cui almeno una donna è presente nella compagine sociale sono 2.961. Le start up a prevalenza giovanile (under 35) sono 1.538, il 22,80% del totale. Infine la Lombardia rimane la regione in cui vi è il maggior numero di start up innovative: 1.516, pari al 22,48% del totale nazionale. Seguono L’Emilia-Romagna con 770 (11,42%), il Lazio con 662 (9,81%), il Veneto con 539 (7,99%) e la Campania, prima regione del Mezzogiorno con 431 (6,39%).

Un concessionario auto virtuale, cupole per l’urban farming, un generatore di elettricità ricavata dal compostaggio, lezioni di calcio ai cinesi, vestiti su misura provati da un clone in 3D, coltivazioni sui tetti degli ipermercati: sono alcune idee imprenditoriali che fanno capo alle undici start up accolte da una recente esposizione a loro dedicata svoltasi a Milano.
L’incubatore Speed Mi Up, nato nel 2013 dalla collaborazione fra Università Bocconi, Camera di Commercio e Comune di Milano contiene oggi 11 start up che seguiranno un percorso che prevede formazione, tutorship continuativa, ricerca di finanziamenti e servizi ad alto valore aggiunto. A partire da giugno 2013 le imprese incubate sono state 57. Le caratteristiche che le idee imprenditoriali e le strat up devono avere per accedere ai servizi di Mi up sono innovatività, solidità e internazionalità.

Intanto sta facendo discutere la decisione del Ministero dello Sviluppo Economico, secondo cui per potersi accreditare come incubatore “certificato”, beneficiando di incentivi fiscali e occupazionali garantiti dalla normativa, non bastano più 400 mq di spazio, ma ne servono 500.