Sabato, 05 Agosto 2017 08:55

Disastro incendi boschivi, analisi e soluzioni

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Siamo appena all’inizio dell’estate e il problema degli incendi boschivi, in Italia,  ha assunto dimensioni davvero drammatiche. La colpa principale è l’anomalo caldo africano che non dà tregua al bacino del Mediterraneo da oltre un mese.

Caldo, siccità prolungata, vento e mani di criminali sono “l’Armageddon” dell’ambiente. Già oggi, 15 luglio, abbiamo superato in ettari verdi percorsi dal fuoco quelli registrati nei 12 mesi dello scorso anno. 

C’è da dire che un incendio di foresta oltre che a denudare il suolo rendendolo vulnerabile all’erosione e all’impoverimento di materiale organico, nonché alla stabilità dei terreni in pendenza, determina un acceleramento verso l’effetto serra. Infatti si immettono in atmosfera grandi quantità di gas serra in particolare la CO2 e poi il particolato, elementi questi alla base del riscaldamento globale. Oltre a ciò una foresta andata in fumo non è più in grado di assorbire i gas serra in atmosfera.
Nell’ultimo decennio in Italia a causa di incendi estivi abbiamo perso più di 500.000 ettari di bosco. Purtroppo l’azione di rimboschimento e di ricostruzione boschiva non è riuscita a compensare tale perdita.
Il problema degli incendi di foresta in genere questa estate raggiunge un livello da apocalisse mondiale, si perché incendi devastanti stanno interessando tutta la California, L’Australia e in Europa il Portogallo, la Spagna e la Grecia. I cambiamenti climatici e l’aumento della temperatura terrestre sono ingredienti che non perdonano.
Il problema non va sottovalutato né spostato a data da destinarsi, è necessario attivare subito gli accordi sul clima di Parigi. Questa situazione drammatica forse, lo speriamo tutti, farà si che Donald Trump possa ravvedersi e non dare più ascolto ai petrolieri e agli stupratori dell’ambiente naturale del suo Paese, e, quindi, desistere dal suo atteggiamento anti-ambientalista.
Ma intanto in Italia cosa possiamo fare? Ogni volta che c’è un disastro o un problema vasto come questo degli incendi boschivi si invocano solo soluzioni economiche: “servono più soldi, investimenti economici, ecc., ecc.” - Ma dove le troviamo queste risorse economiche nel momento che il nostro Paese rasenta il fallimento? Le soluzioni al di là dei contributi economici salvatori dei nostri boschi, stanno nell’organizzazione e nel controllo capillare del territorio e nella coscienza degli stessi italiani. Servono leggi più severe che riconoscano che chi brucia un bosco commette un crimine non contro lo Stato, ma contro tutta l’Umanità e poi una operazione scientificamente funzionante sulla prevenzione.
UN PO’ DI STORIA
Nei primi anni ’70 Kronos 1991( oggi Accademia Kronos ) organizzò, insieme alla stampa nazionale, in particolare con La Repubblica, i primi campi estivi antincendio volontari presso l’Argentario, l’Isola d’Elba e i Monti della Tolfa (Lazio). In particolare tutto il comprensorio dell’Argentario fu gestito da Kronos 1991 per 4 anni, nei quali non si registrarono incendi. E questo grazie ad una particolare organizzazione sul territorio (che sarebbe efficace ancora oggi) che consentiva d’intervenire sui focolai d’incendio entro la prima mezz’ora. Poi, però, con il cambio dell’amministrazione a Porto Santo Stefano ( precedentemente gestita dai repubblicani con il sindaco Susanna Agnelli ), la nuova giunta socialista pensò bene di mandare Kronos 1991 a casa e lasciare il controllo del territorio ad una sua cooperativa, del tutto sprovveduta. Morale della favola, in quella stessa estate con i piromani liberi di agire indisturbati andò a fuoco tutto l’Argentario. Poi ancora nel 1974 Kronos 1991, insieme ad una associazione di forestali romani, raccolse in Italia oltre 50.000 firme per far approvare la prima legge contro gli incendi boschivi ( diventata tale un anno dopo ). Nel 2002 Accademia Kronos per conto del Corpo Forestale dello Stato, oggi Carabinieri Forestali, produsse un video dal titolo “Il Bosco e il Fuoco” un “video-corso” di circa 45 minuti capace di fornire i primi elementi sul problema incendi di bosco e sulle azioni da attivare per prevenirlo e combatterlo. Un vero successo che fu distribuito a molte stazioni forestali e ad organizzazioni di volontariato. Tra il 2002 e il 2005 sempre con gli amici del CFS Accademia Kronos partecipò direttamente alla campagna nazionale “Bosco Italia” visitando decine di comuni e organizzando manifestazioni pubbliche all’aperto sempre sul tema della tutela dei boschi italiani. Successivamente Accademia Kronos a Roma, presso la sede di Canale della Lingua del CFS organizzò una serie di stage sulla lotta agli incendi boschivi aperta a soci e persone sensibili alla difesa dell’ambiente.
Tutto questo per dire che AK ha acquisito in oltre 40 anni un bagaglio di esperienze nel settore della difesa attiva dei boschi di tutto rilievo, tale esperienza oggi potrebbe rappresentare un contributo per la prossima estate per pianificare interventi sul territorio sul modello dei campi antincendio dell’Argentario. Speriamo che nel prossimo accordo tra il Comando Centrale dei Carabinieri-forestali e noi si possa tornare a collaborare come nel passato e, anche AK, tornare ad essere parte attiva nella prevenzione e lotta agli incendi boschivi. La nostra proposta, in tal senso, sarà tra giorni inoltrata al Ministero dell’Ambiente…..e poi vedremo.