Lunedì, 07 Agosto 2017 09:03

Sull’accordo del clima di Parigi usa e Turchia si defilano

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La convinzione generale circa le "colpe" dell'uomo come responsabile con le sue attività del processo di cambiamento del clima è supportata dal numero elevato di pubblicazioni qualificate, circa 3000 nel 2016,che lo dimostrano con dati rilevati nell'ambiente con misure accurate ed affidabili. 

Molto difficile è invece trovare pubblicazioni di segno opposto: una decina nel 2016 sostengono che il processo in atto è di origine naturale. Questa conclusione fa comprendere quanto sia importante un accordo generale ed internazionale capace di controllare le attività antropiche e di promuovere iniziative che possano contrastare tali cambiamenti. Il fatto che gli USA ed ora anche la Turchia mettano pertanto in discussione, per dirla eufemisticamente, i contenuti di accordi siglati precedentemente a Parigi e ribaditi ad Amburgo al G20 non può non preoccupare pesantemente circa il futuro del nostro pianeta, da un lato quale segnale della prevalenza degli interessi economici su quelli sociali e dall'altro quale concreto ostacolo al perseguimento di un comportamento globale virtuoso dell'uomo nei confronti dell'ambiente. C'è da sperare che non avvenga invece che, rotto il tabù, anche altri Stati si tirino indietro.

Varrebbe comunque la pena  di rivedere alcuni modelli di sviluppo che portano all'immissione nell'ambiente di sostanze pericolose responsabili della morte di milioni di persone in più rispetto alle medie normali. Tra l'altro lo sviluppo tecnologico applicato a Paesi che lo hanno adottato in ritardo ha comportato per questi in degrado che dovrebbe convincerli al rispetto degli accordi, come in effetti avviene per molti di essi( si pensi alla Cina).
Un ultimo commento riguarda una certa sconnessione fra quanto firmato e quanto fatto, proprio da parte dei Paesi che sostengono l'accordo: Un recente rapporto di Oil Change International mostra che nei Paesi del G20 le risorse messe a disposizione delle fonti fossili di energia sono circa 4 volte maggiori di quelle allocate sulle fonti rinnovabili. E' vero che Francia e Germania  si comportano al contrario e che l'Italia dà qualche segnale di volersi adeguare, ma è anche vero che per potenze economiche come Giappone e la Cina, oltre gli USA, valgono  questi dati ufficiali
Giappone  Fonti fossili  16 miliardi di dollari, fonti rinnovabili 2,6
Cina Fonti fossili 13 miliardi di dollari fonti rinnovabili 85 milioni.
Si tratta di Paesi sostenitori, eppure con dati simili a quelli degli USA.  Fonti fossili = 6 miliardi; Fonti rinnovabili = 1,2.