Venerdì, 15 Settembre 2017 14:14

Fino a quanti gradi di aumento della temperatura terrestre potremmo resistere?

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Cerchiamo di capire cosa sta accadendo al nostro clima, soprattutto capire perché al centro e al sud sono scomparsi gli antichi e benefici temporali estivi.

Dobbiamo parlare ormai di “Mal d’Africa” e non nel senso di nostalgia per la sua natura selvaggia, ma per i guai che da qualche decennio ci sta procurando non ultimo sul clima.


Per prima cosa chiariamo che se non ci fosse il Mar Mediterraneo l’Italia confinerebbe direttamente con la Libia e con la Tunisia, quindi possiamo definirci quasi una regione “Nord Africana”.

Secondo punto, l’abbiamo spiegato già altre volte, a causa del riscaldamento globale del pianeta la fascia tropicale si è estesa di oltre 200 km sia a nord che a sud, coinvolgendo così parte del Mediterraneo e “cacciando” fuori dal “mare nostrum” l’Anticiclone delle Azzorre, che per secoli e secoli è riuscito a creare una barriera quasi invalicabile ai flussi di caldo torrido del Sahara. Ora l’Alta Pressione delle Azzorre raramente ci fa visita in estate perché ormai si è posizionata tra il Portogallo e l’Islanda, quindi le lingue di caldo torrido sahariano non hanno più problemi a raggiungerci.

Terzo punto, non dimentichiamo che il mar Mediterraneo è diventato molto caldo in superficie per cui è fortemente aumentata la sua evaporazione. Tale fenomeno in estate a volte può creare una barriera invisibile che in parte riesce a deviare le fresche correnti atlantiche, le quali, inoltre, volendo entrare in Italia sono ostacolate dalla barriera naturale delle Alpi.

E allora? Forse è il caso di pensare ad adattarci a questa nuova situazione climatica e, quindi, reimpostare il nostro futuro…

Palme-sahara-deserto

Sicilia 2030… in realtà, ovviamente, questa foto è di un paesaggio sahariano, tuttavia il rischio che in un futuro non troppo lontano possa riguardare anche la Sicilia non è “fantascienza”.