Lunedì, 18 Settembre 2017 14:42

Brambilla, M5S e associazioni contro la festa del sacrificio

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Giorni fa si è tenuta la festa islamica di Eid al-adha, celebrata dalle comunità musulmane di tutto il mondo. La tradizione vuole che durante questa festa – che ricorda la prova superata da Abramo quando Dio gli chiese di sacrificare suo figlio Isacco – venga offerto in sacrificio un ovino, un bovino, un caprino oppure un camelide.

Durante la festa del sacrificio – celebrata ogni anno nel mese lunare di Dhu l Hijja, durante il quale si tiene il pellegrinaggio alla Mecca – milioni di animali vengono uccisi dai fedeli osservanti. Una ricorrenza che con il crescere dalla comunità islamica nel nostro Paese è sempre più frequente anche in Italia.

La festa islamica, però, genera ogni anno perplessità sia dal punto di vista igienico sanitario che da quello dei diritti degli animali: capita spesso che nei cortili delle case vengano allestiti macelli improvvisati dove gli animali vengono sgozzati.

Cosa dice la legge

Nel nostro paese, un decreto legislativo del 1998 prevede che l’animale prima di essere ucciso debba essere stordito, in modo da evitare inutili sofferenze aggiunte.
Tuttavia, il decreto concede la deroga alle macellazioni rituali, siano esse kosher per gli ebrei oppure halal per i fedeli islamici, durante le quali all’animale viene recisa la giugulare in modo da far defluire tutto il sangue, considerato impuro.
Anche in Europa il regolamento 1009/2009 vieta la macellazione con sgozzamento. In Polonia, Danimarca e in alcuni stati federali di Austria e Svizzera questa è vietata mentre Norvegia, Svezia, Islanda e Liechtenstein hanno già posto limitazioni alla macellazione rituale religiosa.

Condanna da parte della politica e delle ong

Le associazioni animaliste hanno mostrato la propria perplessità su questa usanza. Animal Equality ha annunciato una raccolta di firme con la quale si chiederà di mettere al bando questa tradizione.
Anche la politica ha espresso il proprio disaccordo. La deputata azzurra Michela Vittoria Brambilla ha ribadito che il Movimento Ambientalista da lei presieduto condanna la macellazione rituale e chiede l’abolizione della legislazione che la consente e sollecita le autorità a garantire l’assoluto rispetto della normativa vigente, che ammette questa pratica crudele e cruenta solo in un macello autorizzato e non nella forma familiare e fai-da-te, purtroppo ancora molto diffusa.

Anche il deputato 5 stelle Paolo Bernini ha espresso la necessità di una legge più stringente. «Ho già proposto, come portavoce parlamentare del Movimento 5 Stelle, una adeguata revisione della legge che consente le macellazioni rituali, quindi senza alcuno stordimento preventivo degli animali: è necessario abolire la deroga di legge, senza se e senza ma. Per evitare inoltre che avvengano macellazioni rituali casalinghe illegali, ho richiesto alle forze dell’ordine di predisporre speciali controlli in occasione di questo periodo, affinché siano almeno scongiurati episodi sconcertanti come successo in passato: animali uccisi per strada o negli appartamenti…»