Venerdì, 01 Dicembre 2017 15:09

Giustizia per Antonio Meucci

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Antonio Meucci, è stato riconosciuto, con oltre un secolo di ritardo, come l’inventore del telefono, strumento senza dubbio più significativo per l’umanità della salsa per “maccaroni” venduta alla Star o degli altri innumerevoli brevetti minori con i quali dovette consolarsi in vita.

Lo scippo da parte di Alexander Graham Bell, scozzese furbo e intraprendente è stato riparato.

Un po’ di cronaca. Meucci era uno scienziato vero, di quelli che trovano soluzioni per problemi ancora inesistenti, e amava la politica in quanto analoga applicazione dell’intelligenza alla ricerca di un mondo migliore. Ma a causa del suo estremismo liberale fu costretto a lasciare l’Italia e trovò a Cuba il luogo ideale. L’italiano si ingegnò per risolvere la grana della durezza dell’acqua, ristrutturò il teatro dopo un uragano, installò una macchina con cui si poteva alzare il sipario in pochi minuti. Tutti i suoi colpi di genio, tranne uno, gli vennero riconosciuti nel corso degli anni: la candela stearica (1850), i processi base per la lavorazione deli olii essiccativi (1862), l’igrometro ad assorbimento (1866) e una materia plastica per palle da biliardo in sostituzione dell’avorio (1883).
Meucci descrisse così il telefono: “Consiste in un diaframma vibrante e in un magnete elettrizzato da un filo a spirale che lo avvolge. Vibrando, il diaframma altera la corrente del magnete. Queste alterazioni di corrente, trasmesse all’altro capo del filo, imprimono analoghe vibrazioni al diaframma ricevente e riproducono la parola“. Lo scienziato si mise a inanellare una serie di sfortune memorabili. Ma ancora una volta perseverò. E nel 1871 si decise a richiedere il brevetto per il “teletrofono”. Un brevetto provvisorio da rinnovare ogni anno per 10 dollari. Riuscì a onorare l’impegno fino al 1873, ma tre anni dopo Bell presentò domanda di brevetto regolare, scatenando una causa sulla paternità. Infine l’11 giugno 2002 il congresso degli Stati Uniti ha ristabilito la verità dei fatti: Graham Bell era un impostore.