Mercoledì, 02 Agosto 2017 15:27

Mutui Bancari: ecco quando il tasso di interesse è illegale

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Quando si può verificare un irragionevole innalzamento del tasso di interesse sui mutui finanziati per i risparmiatori? Come tutelarsi?

 

A un certo punto della nostra vita trovare casa e distaccarsi dal nucleo familiare originario diventa un'esigenza: uno spazio autonomo, magari per costruire un nuovo nucleo familiare diventa l'obiettivo per molti risparmiatori.

La via più conveniente per questo passaggio esistenziale spesso diventa quella della richiesta di finanziamento a un istituto bancario, forti della considerazione che le rate del mutuo sono spesso paragonabili, alle medesime condizioni, a un ipotetico canone di affitto da pagare per la stessa abitazione: e con il vantaggio che, alla fine del processo, il risparmiatore è diventato finalmente proprietario dell’immobile.


I possibili imprevisti durante questo percorso sono molti: e il risparmiatore, spesso, corre il rischio di vedere sul proprio mutuo tassi di interesse oltre la soglia consentita. In alcuni casi si tratta di vere e proprie clausole ingannevoli, posizionate ad hoc nei contratti da istituti creditizi e promotori finanziari poco trasparenti.

L’anno scorso, ad esempio, accadde un caso eclatante: l’Antitrust dell’UE ha imposto una multa da 337,2 milioni di euro a JPMorgan, da 114,6 milioni a Credit Agricole e da 33,6 milioni a HSBC. Le tre banche hanno creato un cartello illegale per manipolare le quotazioni dell’Euribor, il tasso di riferimento del mercato interbancario europeo, usato per determinare il prezzo di moltissimi prodotti finanziari, mutui inclusi.

Anche casi meno clamorosi, comunque sia, colpiscono quotidianamente risparmiatori che hanno avuto la sfortunata idea di fidarsi dell’istituto di credito sbagliato.

In merito sono stati anche numerosi gli interventi della magistratura italiana. Troppe volte dall’analisi di un mutuo ipotecario stipulato con un istituto di Credito emerge l’illegalità. In tal senso è chiaro quanto disposto dalla Corte di Cassazione (con la sentenza n 350/2013):

“ai fini dell'applicazione dell'art. 644 del codice penale e dell'art. 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori.”




Il consumatore come può difendersi?

 

In primo luogo deve operare una verifica, seppur approssimativa, del superamento del tasso soglia di interesse dei mutui. Per fare questo basta leggere con attenzione il contratto di mutuo ed il capitolato delle condizioni generali.

Tuttavia, per ottenere un risultato più preciso spesso è necessario considerare anche le altre spese collegate al mutuo: o comunque fare una panoramica su altre varianti che spesso possono sfuggire.


Affidarsi a un team di analisti finanziari e di avvocati esperti in diritto bancario e finanziario, come quello di GMBFinance, può essere la soluzione giusta: tramite la negoziazione per un accordo bonario o l’apertura di un contenzioso con la banca controparte, si può concretizzare la possibilità di ottenere il recupero degli interessi illegittimi e delle perdite finanziarie.

Il malcapitato risparmiatore può essere vittima, nel caso specifico, di due tipi di usura bancaria sui mutui:

  • Usura originaria, che si determina al momento della stipula del mutuo e quindi in base alle condizioni del contratto.
  • Usura sopravvenuta, che si manifesta durante la restituzione del mutuo: al momento della stipula del contratto è tutto regolare ma successivamente il tasso diventa usuraio perché la soglia è più bassa. 

 


Una volta riconosciuta l’illegittimità del tasso cosa accade?

L’orientamento maggioritario prevede che l’accertamento di tassi usurari provochi la conversione del mutuo da oneroso a gratuito, annullata la clausola contrattuale che prevede il pagamento degli interessi e l’unico impegno è quello di restituire il capitale ricevuto in prestito con il mutuo.

In questo modo non viene annullato l’intero contratto, che potrebbe causare ripercussioni gravi sul debitore che si troverebbe a restituire l’intero capitale residuo, ma solo la parte illegittima che prevede il pagamento di interessi usurari.