Potato Plastic, un'invenzione ecocompatibile

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Dai primi anni '60 la plastica, in tutte le sue forme, fa parte della nostra quotidianità.
La sua produzione mondiale è passata dai 15 milioni di tonnellate nel 1964 ai 310 milioni attuali. Ma nonostante il vantaggio innegabile che la plastica ha portato, legato ad esempio a economicità, praticità e resistenza, il suo eccessivo consumo è tra i principali problemi ambientali del nostro tempo.

Oggi la plastica si trova ormai ovunque, nei ghiacciai, nelle grandi fosse marine. Si stima che vi siano più di 150 milioni di tonnellate negli oceani. Come se non bastasse, secondo un nuovo rapporto redatto dall'Ocse solo il 15% viene raccolta e riciclata.

In questo contesto, uno studente svedese, Pontus Törnqvist, sembra aver trovato la soluzione al problema della plastica con Potato Plastic, un'alternativa ecocompatibile e biodegradabile all'uso della plastica monouso. Potato Plastic è una linea di buste e posate prodotte con fecola di patate, acqua e glicerina. Un'iniziativa molto apprezzata, tanto da aver ricevuto diversi riconoscimenti.

Come funziona? Il composto viene riscaldato fino a quando il liquido si addensa, successivamente viene posto negli stampi e portato allo stato solido. Il risultato è una sorta di termoplastica, modellabile, che può essere trasformata in qualsiasi forma. A partire dalle posate, fino alle cannucce e alle buste per la spazzatura. Oggetti resistenti e flessibili, come le normali posate di plastica, che impiegano solo due mesi per decomporsi e si possono perfino mangiare.

Potato Plastic ci dimostra come concetti semplici e geniali hanno il potere di rivoluzionare il modo in cui le persone vivono, fino a consumare un pasto completo con tanto di posate commestibili, contribuendo, seppur in piccola parte, alla salvaguardia dell'ambiente.