“Esci il cane” e “scendi il bimbo”, il dilemma è social

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Negli ultimi giorni sul web si è creato un vero e proprio caso. Espressioni come "esci il cane" e "scendi il bimbo" sono corrette? E quando si possono usare?


Tutto è partito da un intervento della Crusca sul suo sito ufficiale. Molti lettori, infatti, hanno chiesto se fosse corretto coniugare il verbo sedere con l'oggetto diretto di persona come in "siedi il bimbo".

La questione ha scatenato un dibattito sui social costituito da un mix di sfottò, battute e un pizzico di indignazione. L'esperto Vittorio Coletti aveva aperto uno spiraglio affermando che ormai sedere, con l'oggetto diretto di persona, si legge nei manuali sulla cura dei più piccoli o nelle istruzioni su come mettere un bambino sul seggiolino per auto. Inoltre, lo stesso Google riporta nella sezione books una frase simile in un testo pubblicato a Cremona nel 1865.

A chiarire la vicenda ci ha pensato proprio la Crusca con un tweet, in cui afferma che sarebbe meglio evitare di "uscire il cane" in determinati contesti.

In alcune situazioni quindi è lecito usare queste espressioni, infatti, come spiega sempre Coletti, ormai la costruzione transitiva dei verbi di movimento è stata accettata nell'uso comune e non c'è motivo per proibirla. L'efficacia e la sinteticità di "uscire il cane" hanno consentito la larga diffusione popolare di queste frasi permettendogli di essere utilizzate colloquialmente. Il presidente della Crusca, Claudio Marazzini però, ha smorzato un po' l'entusiasmo affermando con fermezza che le maestre e professoresse possono ancora sottolineare in rosso chi scrive frasi con questa formula perché nell'uso scritto sono errate.