L'antico tesoro Maya torna alla luce

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Era racchiuso all'interno di una fitta rete di grotte sotterranee il tesoro Maya scoperto pochi giorni fa da alcuni archeologi messicani.


In realtà non è un vero e proprio tesoro, si tratta di un centinaio di oggetti fatti a mano, tra cui vasi e brucia incensi risalenti all'antica civiltà Chichen Itza nello Yucatan.

Gli archeologi hanno dovuto camminare a carponi per circa 500 metri prima di raggiungere la grotta in questione che racchiudeva un vero e proprio "tesoro scientifico". I reperti, risalenti all'era precolombiana, avranno un ruolo importantissimo per avere più informazioni su queste civiltà, che sono ancora ancora avvolte nel mistero.

La grotta, conosciuta dagli abitanti da più di 50 anni, ha mantenuto perfettamente gran parte degli oggetti in ceramica, che fanno pensare alla caverna come un luogo di rito. Secondo i ricercatori, tutto il materiale trovato è stato portato dall'esterno in quel luogo ritenuto più adatto e sicuro per leggere i messaggi divini.

Oltre agli oggetti in ceramica, gli archeologi hanno trovato anche resti di cibo, ma più di tutti sperano di trovare resti umani in grado rilevare dettagli dell'epoca a noi sconosciuti.

Secondo le credenze dei Maya, un serpente corallo è da sempre a difesa della grotta. In effetti, uno dei serpenti più velenosi al mondo ha tenuto lontani, per ben quattro giorni, i ricercatori che hanno preferito fare un rito di espiazione prima di entrare nel sito. Stessa sorte era accaduta al primo archeologo che aveva scoperto la caverna cinquanta anni fa.