Food delivery, la protesta è servita

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Dalla blacklist, allo sciopero. I rider hanno deciso di organizzare una giornata di protesta, dopo aver attirato l'attenzione generale pubblicando una lista di clienti vip che non lasciano mance.


La data non è casuale, è il Primo Maggio, giorno in cui si celebra la Festa del Lavoro. Per l'occasione è stata organizzata un'iniziativa dal nome "Mayday", con cui i fattorini a non usare le app con cui si ordina cibo a domicilio ed a partecipare alla manifestazione che si terrà in Piazza Morbegno a Milano dalle ore 15:30.

Alla base della protesta, non ci sono le mance tanto discusse, ma il fatto che i rider lamentano di non avere un "minimo garantito che permetterebbe di difenderci dal ricatto del cottimo e dai meccanismi discriminatori, non avendo nessuna tutela e diritto". In un post pubblicato sulla pagina Facebook Deliverance Milano, i fattori scrivono che il loro obiettivo era attaccare le aziende del food delivery che "negano una copertura assicurativa adeguata, un contratto equo, una paga degna e diritti sindacali ai lavoratori". Dicono di aver "alzato la voce" per farsi sentire da aziende e istituzioni perché "nonostante le proteste degli ultimi anni, gli scioperi, i processi, le nostre richieste rimangono ancora inascoltate".

Domani, dunque, si terrà lo sciopero del "Mayday". Intanto risuona ancora forte l'eco della pubblicazione della blacklist dei vip che "nemmeno in caso di pioggia lasciano la mancia a nessun fattorino". La provocazione è stata lanciata il 25 aprile, giorno della Liberazione, dove in un post sono stati elencati i nomi di attori, presentatori, cantanti, calciatori, musicisti, rapper, influencer che non lasciano la mancia ai fattorini dopo la consegna dell'ordine. I riders hanno sottolineato, in tono quasi minaccioso, che come loro sanno "cosa mangiamo e che abitudini abbiamo" cosi lo sanno anche le aziende del delivery che "sfruttano, speculano e vendono i nostri dati".

Dopo questa affermazione è subito intervenuta AssoDelivery, l'associazione che rappresenta le principali piattaforme di food delivery dichiarando di essere "sconcertati dalle dichiarazioni pubblicate su Facebook dal gruppo Deliverance Milano, soprattutto in relazione al tema della privacy e alle minacce che sono state rivolte ad alcuni consumatori". Inoltre specificano che "le piattaforme aderenti ad AssoDelivery trattano i dati dei propri clienti nel totale rispetto della normativa vigente in materia di privacy e pertanto prendono le distanze da quanto pubblicato su un gruppo Facebook".

La polemica è aperta, la sfida dei riders è lanciata.

Giulia Amati