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I cittadini si sentono “abbandonati dalle Istituzioni”

La via di cui parliamo oggi è via G. Micali, appartenente alla zona di Ostia Antica – Stagni. L’area è periferica ed è evidente la mancanza di interventi di pulizia e manutenzione delle strade: erbacce ai bordi delle strade mai tagliate, cassonetti impraticabili per la congiunzione di inciviltà delle persone e una superficialità degli operatori Ama e dei dirigenti Ama. Inoltre, prima l’intera strada, poi esclusivamente alcuni tratti, a partire da Agosto 2013, non ha i lampioni della luce funzionanti: le varie richieste di informazioni ai call center Acea, municipio, Polizia Municipale si sono rivelate inutili e prive di qualsiasi presa di responsabilità, viste le risposte ricevute dai cittadini che testimoniano la situazione: “sono stati rubati cavi di Rame da parte di zingari”, oppure “problemi tecnici che Acea sta risolvendo” o ancora “mancati pagamenti del Comune ad Acea, che quindi non interviene”.
I cittadini raccontano all’Associazione di condizioni particolarmente esasperate. Ci sono residenti, infatti, che stanchi di aspettare che l’Ama accolga le numerose richieste di ritirare oggetti ingombranti presso le loro abitazioni, decidono di liberarsi dei mobili gettandoli direttamente in strada. L’Ama infatti, che chiede più di 70 euro per il ritiro programmato nelle singole abitazioni, ha più e più volte disertato appuntamenti fissati già da tempo. Il comportamento delle persone che abbandonano rifiuti in strada è certamente incivile, ma possiamo sicuramente capire il livello di esasperazione vissuto da questi cittadini, soprattutto dopo l’alluvione di fine gennaio che ha determinato ingenti danni a case e strutture. Senza considerare poi che a distanza di 1,5 Km dalla via sono presenti ben 2 isole ecologiche ad Acilia e ad Ostia.

Da molti anni, purtroppo, persiste una situazione di degrado nella zona, ma con la recente alluvione le cose sono peggiorate drasticamente, senza più tornare alla normalità. Si ricordi che molte famiglie sono state costrette ad abbandonare le proprie case, per poi verificare i con i loro occhi i danni ingenti.
I residenti del quartiere testimoniano un grande quantitativo di segnalazioni, (specificamente individuate con singoli codici) a partire da agosto 2013 per la mancata pulizia della strada e delle zone adiacenti ai cassonetti. Ma, ad oggi, nessun appello è stato accolto e le strade versano ancora nel degrado, come testimoniano le foto.

“I cittadini sono ormai costretti a fare di loro iniziativa le pulizie che dovrebbe fare l’Ama - commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Il quartiere di Ostia Antica – Stagni è abbandonato dalle Istituzioni, a quanto ci dicono i residenti. È una situazione che va avanti ormai da troppo tempo, per questo lanciamo un appello all’Ama invitandola a risolvere la situazione in tempi brevi, ne frattempo l’Associazione continuerà a monitorare le condizioni del quartiere ed a raccogliere le testimonianze dei cittadini”.

                                          

 

Se anche tu hai avuto problemi con la tua Nissan Qashqai 1600, non esitare a contattare l'Associazione Codici per gli eventuali risarcimenti! Le segnalazioni pervenute raccontano di problematiche legate all'impianto GPL, molti parlano di recessione delle sedi delle valvole. Per questo l’Associazione sta raccogliendo le testimonianze dei cittadini per poter avviare un'azione di risarcimento. Contatta lo Sportello Legale al numero 065571996, tutti i giorni dalle 13:30 alle 17:30, E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Per iscriversi al progetto basta iscriversi al blog http://carrellogiustoesicuro.com/
"Il cibo è l'energia dell'uomo" e questo giudizio di valore viene sempre meno nella società presente. Quotidianamente rispondiamo a istanze provenienti da ogni parte della nazione, fatte da denunce di difficoltà economiche, che stanno mettendo a repentaglio perfino il bisogno primario: l'alimentarsi.
I dati Istat parlano di un calo del 3,1% di consumi alimentari nel 2013, che mostrano come la popolazione italiana arranca economicamente pregiudicando anche il carrello della spesa, che si riempie sempre meno e di prodotti di bassa qualità.
I consumatori hanno bisogno di forme nuove di acquisto, che permetta la possibilità di garantire una variazione alimentare con prodotti di qualità ad un prezzo migliore, soddisfando il benessere collettivo.
CODICI ha ideato il primo gruppo di acquisto nazionale alimentare con la gdo (grande distribuzione organizzata), dal nome "carrello giusto e sicuro", attraverso cui avremo panieri di beni alimentari di origine italiana ad un prezzo economicamente più vantaggioso.
Ogni paniere alimentare sarà composto da generi alimentari di cinque macro aree: 1) farinacei ( pasta,pane,farina,ecc.) 2) vegetali (stagionali) 3) lattiero caseari (latte e derivati) 4) prodotti in scatola (legumi,carne,pesce,ecc.) 5) omogeneizzati/prodotti per bambini 0-3anni Il genere di alimento della singola area varierà a seconda della disponibilità del punto vendita e della stagionalità, tenendo conto che ogni mese il paniere sarà modificato, per garantire quella varietà alimentare nel consumo.
Come aderire al progetto? Basta iscriversi al blog carrellogiusto.com, attendere la conclusione del bando di gara di selezione della grande distribuzione organizzata (30 giugno 2014) la quale sarà comunicata sull’indirizzo mail dell'iscrizione, per presentarvi presso il supermercato più vicino selezionato e sottoscrivere la campagna "Carrello giusto e sicuro".
La gdo rilascerà una tessera gratuita, la quale esibirete al momento dell'acquisto in cassa.
È giunto il momento di riempire il carrello di prodotti buoni e di qualità al prezzo migliore, soddisfacendo il nostro bisogno.

A cura di Matteo Pennacchia Esperto Agroalimentare Codici

                                      

Recentemente Codici ha posto delle perplessità sull’operato del Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, Elisabetta Belgiorno. Il nome, come già sottolineato, a molti potrà giungere nuovo, visto che l’operato del Commissario non sembra aver assunto caratteri particolarmente incisivi e concreti nella lotta al fenomeno. Alla domanda “cosa ha fatto finora il Commissario per combattere il l’usura?”, secondo Codici, è infatti difficile dare una risposta. Le perplessità sul Commissario Belgiorno nascono anche solo semplicemente leggendo il sito del Ministero dell’Interno. Qui infatti, tra i compiti assegnati al Commissario, si legge che quest’ultimo “svolge attività di coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura sul territorio nazionale”. La domanda allora sorge spontanea, soprattutto per un’Associazione come Codici, che da anni combatte il fenomeno del racket e dell’usura sostenendo i cittadini in difficoltà: in cosa consiste tale coordinamento? Quali azioni sono state implementate sul territorio? E soprattutto, l’attività di coordinamento non implica la collaborazione o, almeno, la concertazione delle iniziative insieme alle Associazioni antiusura? Al Codici, finora, non risulta alcun coinvolgimento nella lotta al fenomeno, nessuna richiesta di incontro, né inviti per la partecipazione alla creazione di strategie comuni. Sempre nel sito del Ministero, inoltre, si legge che “Il Commissario può essere scelto anche al di fuori del personale della pubblica amministrazione, tra persone di comprovata esperienza nell'attività di contrasto al fenomeno delle estorsioni e dell'usura e di solidarietà nei confronti delle vittime”. Ma stando al curriculum di Elisabetta Belgiorno, l’attuale Commissario Antiusura non ha precedenti esperienze nel campo specifico della lotta all’usura. La sua formazione prende forma più che altro nel macro campo della criminalità, che comprende al suo interno aspetti tra loro molto diversi, ma manca totalmente di episodi specifici di approfondimento sul campo del racket. Come mai per il ruolo di Commissario antiusura non si è scelto un soggetto che avesse accumulato maggiori esperienze sul settore? “Oggi il fenomeno dell’usura sta purtroppo prendendo sempre più piede – commenta il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli – complice la crescente povertà che attanaglia moltissimi italiani. In una situazione del genere sono assolutamente necessarie personalità capaci di implementare azioni concrete di contrasto al fenomeno, con l’aiuto di tutte quelle realtà che combattono l’usura giorno per giorno sul territorio, come le Associazioni. Oggi, però, è triste affermare che manca totalmente una politica di coordinamento e promozione delle associazioni anti usura”.

                             

Una vittoria per Codici e per i cittadini ed i pazienti dell’Ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena.
Su segnalazione dell’Associazione è, infatti, partita l’azione del Corpo Forestale dello Stato – Comando Stazione di Cittanova – del Nipaf, con il supporto del Comando di Stazione di Laureana di Borrello.
Le Forze dell’Ordine hanno così posto sotto sequestro una mini discarica abusiva sita proprio all’interno del perimetro dell’Ospedale, a due passi dalle finestre dei reparti.
Una situazione al limite, non solo perché insiste in un area che dovrebbe essere sicura dal punto di vista igienico – sanitario, siamo infatti vicinissimi ad una struttura ospedaliera, ma anche perché tra buste e cartoni abbandonati ci potrebbero essere rifiuti speciali, quindi da smaltire in maniera idonea. Siamo soddisfatti per la celerità con cui è stata attivata l’azione da parte delle Forze dell’Ordine.
Ricordiamo che Codici è sempre in prima linea per difendere e ripristinare la salubrità ambientale e tutelare quelli che sono i diritti dei cittadini e delle categorie più deboli. Purtroppo, in Calabria, le cloache a cielo aperto non sono una rarità. Chiediamo ai cittadini di segnalarci situazioni irregolari o di rivolgersi alle Forze dell’Ordine.
Nel contempo, ci aspettiamo dalla classe politica un adeguato piano dei rifiuti che tenga conto delle necessità della popolazione e della salubrità ambientale.
Codici Calabria è a disposizione per collaborare con le Istituzioni.

Giuseppe Salamone, Codici Calabria

                               

Richiedere un prestito per ristrutturare casa è più sicuro se si è sostenuti dagli incentivi statali: ecco tutte le novità sui bonus per i mobili.
C’è chi per ristrutturare casa e per affrontare tutti i lavori necessari dalla ristrutturazione all’acquisto dei mobili, chiede un prestito alla banca: per far fronte alla restituzione, c’è chi cerca di capire cosa prevede la cessione del quinto c’è chi invece preferisce altre vie: una di queste, per esempio, è quella di scegliere il prestito online più conveniente per via dell’abbattimento di molti costi, o ancora fare affidamento ai bonus del governo sulle spese di ristrutturazione che coprono una parte delle spese relative ai lavori e all’acquisto dei mobili. Appoggiarsi a questo strumento finanziario è molto importante perché permette di ottenere fino al 50% di rimborso sulle spese effettuate per la ristrutturazione: il limite e anche il principio entro il quale si inscrive questa iniziativa del governo, è quello dell’efficientamento energetico.
La ristrutturazione dell’immobile e l’acquisto dei relativi mobili deve essere volta ad un’ottimizzazione energetica e quindi ad un miglioramento delle condizioni di uso e consumo dell’energia all’interno della casa. Per ottenere i bonus, infatti, è necessario dimostrare e realizzare un interesse reale e concreto alla sostenibilità ambientale. I bonus sono attivi già da qualche anno ma in questo periodo stanno cambiando delle cose in merito. Ecco alcune delle principali novità che riguardano l’ottenimento dei bonus sull’acquisto di mobili nuovi.
Il Decreto Casa, che regola il meccanismo dei bonus, ha fatto un passo indietro e ha eliminato la regola che prevedeva che le spese per gli arredi non potessero essere superiori a quelle per la ristrutturazione dell’immobile. Prima di tutto, infatti, la nuova normativa prevede lo sconto fiscale del 50% su spese per mobili nuovi ed elettrodomestici di un valore pari a 10 mila euro, organizzare in 10 rate annuali. Questa detrazione è valida per chi usufruisce fino al 50% del bonus per le spese di ristrutturazione.
La seconda novità è quella che vede la possibilità di pagare queste spese anche con carta di credito o con bancomat: nello specifico, poi, mobili ed elettrodomestici possono essere acquistati anche con un bonifico “parlante”.
La norma esclude gli assegni e i contanti dalle modalità di pagamento accettate per ottenere i bonus. Tra i mobili ai quali può essere applicato lo sconto si annoverano i materassi, le librerie, i tavoli, le sedie, i divani, le credenze e le poltrone e complementi d’arredo come gli apparecchi di illuminazione che sono considerati dalla circolare “complementi necessari”.
Per gli elettrodomestici, invece, valgono sempre quelli ad alta efficienza come frigoriferi, stufe elettriche, forni, lavatrici, condizionatori che siano di classe A+ o superiori. Per quanto riguarda le date di scadenza, invece, le spese detraibili col bonus sono quelle che sono state effettuate tra i 6 giugno 2013 e il 31 dicembre 2014. Per la ristrutturazione, invece, le spese sui lavori che possono ottenere lo sconto del bonus sono quelle effettuate dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014. Infine, la normativa ha deliberato anche sulla tipologia dei lavori ammissibili allo sconto e tra questi sono inclusi tutti i lavori di manutenzione straordinaria mentre sono esclusi quelli più piccoli come un cambio di serratura o di una presa elettrica.
Ovviamente sono inclusi anche i lavori di installazione per impianti fotovoltaici, validi se immessi su abitazioni monofamiliari.

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