Sabato, 19 Novembre 2016 10:15

Decalogo per il consumatore alimentare - (Parte Prima)

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Il settore agro-alimentare è il settore che maggiormente coinvolge il ruolo del consumatore, coinvolgendo qualunque fascia socio-economica di ogni età, per il soddisfacimento di un bisogno

primario riferito al diritto più importante riconosciuto per l'individuo: il diritto alla vita. 

 La legislazione nell'agro-alimentare, è per gran parte devoluta alla competenza esclusiva dell'UNIONE EUROPEA, per altra integrata nell'ambito della competenza concorrente tra UE E

STATI MEMBRI, dove ciascun Stato puó intervenire ad integrare la normativa comunitaria previo parere della COMMISSIONE UE.

Gli ultimi 15 anni, hanno radicalmente trasformato la domanda e l'offerta nel settore, visti gli sviluppi di nuove tecniche produttive (ad esempio, il settore biologico aumentato del 47% rispetto

al 2003 o la questione OGM) e l'affermazione del web per quanto riguardo l'aggregazione e la conoscenza nella domanda (e-commerce alimentare, ecc.). Questa evoluzione ha generato un

notevole mercato parallelo costituito dalle frodi alimentari, che coinvolgono intermediazione illecita della manodopera in agricoltura e nei mercati, illecito commercio di materie prime prive di

adeguata documentazioni, illeciti cicli produttivi di alimenti non idonei al consumo umano. Le notevoli ed intense attività di contrasto a tali fenomeni posti in essere dalle Autorità di controllo

(NAS, NAC, ICQRF, COPRO FORESTALE DELLO STATO), garantiscono al consumatore un mercato alimentare garantito ma non sempre sicuro. Il consumatore necessita di un'adeguata 

educazione idonea a decifrare i messaggi contenuti nelle etichette, riconoscere i falsi, le indicazioni mendaci o ingannevoli. Ecco dieci semplici consigli ma efficaci per riconoscere adeguatamente

informazioni e caratteristiche di un prodotto alimentare.

1) LEGGERE ATTENTAMENTE LE ETICHETTE
Il consumatore deve prestare attenzione alla denominazione commerciale di vendita, all’elenco e quantità ingredienti, alla quantità netta dell’alimento, al temine minimo di conservazione o la data

di scadenza, al nome e indirizzo del produttore, al luogo di provenienza (alimento trasformato) o all’origine (alimento non trasformato).

2) IDENTIFICARE LUOGO PROVENIENZA O ORIGINE DEGLI ALIMENTI

Il consumatore deve distinguere la differenza tra luogo di provenienza ed origine degli alimenti. Il luogo di provenienza è quello da cui l’alimento proviene, ossia dove questo è stato realizzato.

L’origine, ad esclusione dei prodotti DOP e IGP (vedi n. 3), qualora si tratti di un prodotto alimentare trasformato (pasta, pane, ecc.) ed abbiano concorso due o più paesi alla sua 

realizzazione, coincide con il paese dove è avvenuta l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale. Il luogo di provenienza e l’origine coincidono invece, qualora si tratti di prodotti non

trasformati (prodotti ortofrutticoli freschi, carni bovine, prodotti ittici, olio di oliva, ecc.).

3) PRODOTTI CON INDICAZIONE GEOGRAFICA (DOP – IGP)

E’ opportuno ricordare però che l’indicazione dei luoghi geografici specifici in etichetta, riguardo l’origine degli alimenti, sono consentiti solo per le Denominazioni d’origine protetta (DOP) o per le

Indicazione geografiche protette (IGP). Le DOP, ricomprendenti anche i vini DOC e DOCG, sono quei prodotti alimentari dove tutte le fasi della produzione avvengono in un luogo specifico

(Parmigiano Reggiano, Mozzarella di Bufala Campana,Capocollo di Calabria, ecc.), mentre le IGP comprendono tutti quei prodotti in un cui almeno una fase della produzione avviene in un

determinato luogo (Aceto balsamico di Modena, Cantucci Toscani, Cappero di Pantelleria,ecc.).

Diffidate da marchi che risultano evocativi di territori ( Carapelli Firenze, Santa Sabina, ecc.), essendo questi ingannevoli per il consumatore circa l’esatta origine, non presentando

sull’etichettatura del prodotto l’apposito logo, che identifica alimenti DOP ed IGP.

4) “MADE IN ITALY” COSA SIGNIFICA?

Il termine “Made in Italy” nel settore alimentare non significa che la materia prima impiegata per la produzione sia italiana. Purtroppo, le ampie maglie del legislatore comunitario, determinate dal

rapporto luogo di provenienza e origine, permettono di identificare come “Made in Italy” alimenti che non sono composti esclusivamente da materia prima italiana. In effetti, spesso il termine Made

in Italy coincide con il luogo di provenienza dell’alimento, che consiste nel luogo dove questo viene realizzato.

di Matteo Pennacchia – Responsabile Alimentazione Codici

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