Martedì, 13 Dicembre 2016 12:45

Un'alleanza per la base della dieta mediterranea. L'olio extra vergine di oliva (Parte Prima)

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Il rapporto tra gli interessi dei consumatori e delle associazioni di categoria dei produttori, risulta oramai fortemente “contaminato” nel settore agro-alimentare, a causa di notevoli cambiamenti culturali ed ambientali, che stanno sviluppando maggior attenzione nelle scelte di consumo.

La figura del consumatore alimentare nella società attuale, tuttavia, è ancora rappresentata da due individui differenti e contrapposti: da una parte, abbiamo il consumatore passivo, quello del c.d. “prezzo stracciato”, che ricerca lo sconto più conveniente ed ignora o peggio ancora non conosce alcuna informazione sui prodotti alimentari. Dall’altra assistiamo allo sviluppo di un consumatore attivo, che, tenta di instaurare un rapporto ed una relazione con il produttore ed il prodotto, evolvendosi in “prosumer”, ossia soggetto partecipe nel processo di creazione, produzione, distribuzione e consumo. L’evoluzione del consumatore, che desidera sviluppare una relazione trasparente e partecipata con il produttore, trova un substrato culturale che è molto comune con un’azienda che utilizza metodi meccanici e artigianali nell’estrazione dell’olio extra vergine di oliva, che avvicina gli interessi dei due attori sociali, favorendo invece lo sviluppo di una filiera di qualità, trasparente e soddisfacente per entrambi. 

La costruzione di una relazione attorno all’olio extra vergine di oliva, permette al consumatore di conoscere ogni aspetto critico e positivo dei tipi di cultivar esistenti e attinenti alle proprie necessità e gusti, mentre permette al produttore di mostrare nell’intero ciclo la qualità del proprio operato, ottenendo un’adeguata soddisfazione nel fornire il risultato finale di un percorso congiunto. Di sicuro, sorge la domanda: perché instaurare una relazione attorno all’olio extra vergine di oliva? L’olio extra vergine di oliva rappresenta la base su cui si fonda la dieta mediterranea, fornendo una ricca varietà di proprietà nutritive indispensabili per la salute dei consumatori. Essendo noti da tempo gli effetti benefici sulla salute dell’olio extra vergine di oliva dovuti all’azione delle sostanze antiossidanti presenti, è ormai ampiamente riconosciuto un ruolo chiave della vitamina E dei Biofenoli, in particolare l’Oleuropeina (Idrossitirosolo) nella prevenzione di molte malattie e nel mantenimento del benessere. Ad integrare queste proprietà nutraceutiche merita particolare menzione l’Oleocantale, molecola che agirebbe proprio come i comuni antinfiammatori. L’olio extra vergine di oliva per questo, non deve essere considerato semplicemente alla stregua di un alimento, bensì portatore di una qualità sinonimo di diritto alla salute, e come tale il consumatore deve vantare il diritto alla qualità del prodotto, come diritto primario alla salute elevato a diritto fondamentale dei consumatori e degli utenti, alla luce del disposto del codice del consumo. Diritto per altro irrinunciabile. Presso i frantoi il consumatore non solo può conoscere il prodotto, ma qui conosce il processo di produzione. Il frantoio deve essere in grado di garantire la qualità dell’olio, certificare ciò che produce, certificare l’origine del prodotto e l’intera filiera al fine di consentire al consumatore una scelta consapevole, basata sul proprio gusto, sulla varietà dei prodotti, su ciò che è scritto nell’etichetta della bottiglia. L’impresa artigiana deve essere in grado di adeguarsi alle esigenze di un consumatore che vuole essere più attento e pretende attenzione attraverso l’adozione di tecniche di produzione razionali e rispettive dell’ambiente, la valorizzazione e promozione della qualità e del consumo attraverso tecniche di tracciabilità e certificazione del prodotto, l’adozione di norme igienico-sanitarie, l’attenzione per la ricerca e l’innovazione, l’adozione e l’ideazione di nuovi spazi che accolgano il consumatore e lo guidino nella scelta, nello studio e nella cultura dell’olio di oliva. Con queste particolari attenzioni, si può raggiungere il connubio tra l’impresa artigiana e il consumatore: a tutela delle garanzie richieste e dovute al consumatore, a tutela dell’immagine del prodotto ma anche a tutela dell’immagine del produttore. La tutela si fonda sull’instaurazione di una relazione trasparente attorno all’olio extra vergine di oliva, che vede accomunati i consumatori ai frantoiani, gli unici custodi di una cultura e tradizione tale da realizzare la qualità dell’olio extra vergine di oliva mediante l’estrazione. La necessità della nascita di una relazione fu spinta anche dall’annus horribilis per la produzione dell’olio extra vergine di oliva italiano del 2014, che a causa di una serie di eventi climatici nel quadrimestre giugno-settembre e l’avvento della Bactocera Oleae ( nota comunemente come la “mosca olearia”), ha visto un calo della produzione sull’intero territorio attorno al 35%, con 302 mila tonnellate nel 2014 rispetto alle 464 mila tonnellate nel 2013 (Fonte ISMEA). L'attuale campagna olearia, rispetto a quella del 2015, risulta fortemente ridotta a causa della Bactocera Oleae sviluppatasi durante le umide settimane di luglio e settembre 2016. Visto il fabbisogno nazionale annuale, stimato attorno alle 600 mila tonnellate (Fonte ISTAT), il mercato italiano verrà invaso per quasi il 50% da produzioni straniere, e questo allarma fortemente il consumatore. Del resto non dobbiamo meravigliarci se l'anno scorso abbiamo importato circa 300 mila tonnellate di olio di oliva dalla Tunisia, visto che il nostro fabbisogno viene soddisfatto per la metà da olio di oliva estero.

Matteo Pennacchia, Responsabile Alimentazione Codici

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