Martedì, 16 Aprile 2019 12:50

Ecosistema marino, un nuovo ruolo per i cittadini

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L'acqua ricopre il 71% della superficie terrestre, di cui il 96,5% è salata. Da queste percentuali si comprende quanto è importante l'ecosistema marino.

Proprio per la sua grande diffusione è spesso difficile poterne controllare lo stato di qualità. Infatti la maggior parte delle attività di monitoraggio e controllo delle acque di mare è spesso limitata alle coste e richiedono costi piuttosto elevati.

Da qui nasce il progetto MadCrow (Marine Data Crowdsorcing) per la ricerca e lo sviluppo delle Tecnologie Marittime, avviato il 10 aprile 2017, con fondi Por-Fesr 2014-2020, e che propone la creazione di un'innovativa infrastruttura di raccolta, integrazione e disseminazione di dati marini basata sul crowdsourcing.

Tra i principali promotori del progetto troviamo la Transpobank, che ne è capofila, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Oceanografia – Ogs, l'Università degli Studi di Trieste e lo studio Peloso & Associati sas. L'aspetto tecnologico consiste nell'installazione di sensori a basso costo su imbarcazioni e piattaforme di registrazione, in grado di rilevare più parametri contemporaneamente, come ad esempio temperatura, salinità, pH e molti altri.

I dati rilevati arrivano direttamente a terra attraverso reti wireless 3-4G o satellitari e vengono raccolti da un gateway posto in Area Science Park, l'ente pubblico nazionale di ricerca, che sviluppa metodologie di innovazione e gestisce il Parco Scientifico e Tecnologico multisettoriale di Trieste. Da qui sono convogliati in un sistema di validazione e mappatura in tempo reale, elaborati in sistemi di supporto decisionale e resi disponibili a tutti in modo aperto ed interoperabile con altri sistemi nazionali e internazionali di condivisione dati già esistenti, rispettando quanto previsto dalle direttive europee e dalle normative nazionali in tema di dati georeferenziati.

L'elemento più importante di innovazione è quello di coinvolgere comuni cittadini nel ruolo di Citizen Scientist, che possono aderire su base volontaria, dando però un enorme contributo. Inoltre le istituzioni pubbliche e private possono rendere disponibili i propri mezzi navali/nautici. Sia gli operatori professionali, che quelli generalisti hanno a disposizione applicazioni mobili per la fruizione e la condivisione dei dati su una piattaforma social web oriented. Ciascun utente, a seconda del proprio profilo, potrà accedere a livelli di informazioni sempre più elevati.

L'adesione al progetto rende omogenea la conoscenza della stato delle acque marine, fornendo dati che saranno utilizzati per il monitoraggio ambientale, la pianificazione dello spazio marittimo e la gestione della pesca, ma anche le attività ricreative o la balneazione.

Partecipare a iniziative di questo tipo è fondamentale per accelerare la risoluzione delle problematiche ambientali e rendere un futuro più sostenibile per le prossime generazioni.



Livia Niccoli

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