Mercoledì, 28 Agosto 2019 09:05

Cinghiali in città, i consigli dell'Ispra per evitare pericoli

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Sono sempre di più, all'insegna di un'ironia che ormai ha lasciato il campo alla preoccupazione.

Sono le segnalazioni, spesso accompagnate da foto e video, che riguardano gli avvistamenti in città di cinghiali. Hanno fatto il giro d'Italia, e non solo, quelli a Roma, associati all'emergenza rifiuti. Mentre la capitale torna a ripopolarsi dopo l'esodo per le ferie estive, dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale arrivano alcuni consigli per non correre rischi in caso ci si trovasse di fronte un cinghiale.

I consigli dell'Ispra

Primo: non dare da mangiare ai cinghiali in città. Ispra ricorda che fornire cibo è una pratica assolutamente sconsigliabile, perché favorisce l’abitudine di questi animali all'uomo con potenziali rischi per le persone, senza dimenticare che tale comportamento implica rischi anche per gli stessi animali.

Va ricordato che la presenza di cinghiali nelle aree urbane è strettamente legata alla disponibilità di scarti alimentari e di rifiuti organici per questo animale selvatico.

Il cinghiale è, per sua natura, un animale selvatico e può reagire all'interazione mordendo o spingendo violentemente. Inoltre, questa frequentazione comporta rischi per gli animali domestici, cani e gatti, che possono essere aggrediti dai cinghiali con conseguenze anche gravi.

Facilitando la presenza dei cinghiali vicino a strade e abitazioni, non è da sottovalutare il rischio di incidenti stradali che possono essere provocati dal loro attraversamento.

Multe e provvedimenti

Si ricorda che il foraggiamento dei cinghiali è espressamente vietato dalla legge 221/2015 che prevede, per chi contravviene a tale divieto, l'arresto da 2 a 6 mesi o l'ammenda da 500 a 2.000 euro. 

Il caso di Roma

Per la città di Roma vige una specifica ordinanza del 2016 in cui si ordina di “non distribuire alimenti ai colombi, gabbiani e altri animali appartenenti alla fauna selvatica su aree pubbliche” perseguibile con una sanzione da 50 a 500 euro.

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