Martedì, 07 Maggio 2019 08:12

E-Commerce, tre siti sanzionati dall'Agcm

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Il settore dell'e-commerce è finito di nuovo sotto la lente di ingrandimento dell'Antitrust.

Nello specifico, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha analizzato tre siti internet dedicati al buy&share. Si tratta di Girada, ShopBuy e Ibalo, tutti multati per pratiche commerciali scorrette, come spiegato sul bollettino settimanale pubblicato dall'Agcm (leggi qui).

Per quanto riguarda Girada, lo schema di vendita prevede che l'acquirente è chiamato ad aderire all'offerta pubblicizzata effettuando il pagamento di una somma di solito pari al 20-30% del valore del bene prescelto e, successivamente, per ottenere quanto prenotato deve necessariamente convincere altri tre consumatori ad effettuare una analoga prenotazione almeno di pari valore. Solo a seguito dell'effettiva adesione di tre "amici", della loro prenotazione e del versamento dei relativi importi a titolo di prenotazione, il primo consumatore può ricevere il bene prenotato al prezzo scontato. L'Agcm sostiene che l'azienda ha fornito una rappresentazione incompleta, poco trasparente e non veritiera in merito al prezzo di offerta dei prodotti, subordinato a condizioni imprevedibili e aleatorie, ai termini e alle condizioni del "Programma" proposto, alla natura effettiva degli impegni che il consumatore assume, ed infine al meccanismo del processo di vendita, ai tempi di attesa ai fini della consegna del prodotto nonché alle reali possibilità di conseguire i beni prenotati. Per questi motivi, Girada ha ricevuto una serie di multe per un totale di 350mila euro.

In merito a ShopBuy, sempre secondo l'Antitrust il modello di vendita prevede che l’acquirente è chiamato ad aderire all’offerta pubblicizzata effettuando il pagamento di una somma di solito pari al 30% del valore del bene prescelto e, successivamente, per ottenere quanto prenotato, deve attendere lo scorrimento della lista in cui viene inserito. Tale circostanza si realizza esclusivamente a seguito dei pagamenti effettuati, a titolo di ulteriori prenotazioni di prodotti, da parte di altri consumatori che a loro volta aderiscono all’offerta pubblicizzata da ShopBuy. Nel caso di specie, il professionista risulta aver fornito una rappresentazione incompleta, poco trasparente e non veritiera in merito ai seguenti elementi: il prezzo di offerta dei prodotti, subordinato a condizioni imprevedibili e aleatorie, i termini e le condizioni del “Programma” proposto, la natura effettiva degli impegni che il consumatore assume, nonché infine il meccanismo del processo di vendita e i tempi di attesa ai fini della consegna del prodotto nonché le reali possibilità di conseguire i beni prenotati. Omissioni e ambiguità per l'Antitrust, che tali da indurre in errore il consumatore medio facendogli assumere una decisione di natura commerciale, in merito all’acquisto on line mediante lo schema di vendita ShopBuy, che altrimenti non avrebbe preso: quello che viene presentato come prezzo di acquisto in realtà si riferisce solo alla prenotazione, costituendo un rilevante elemento di persuasione verso il consumatore e realizzando il cosiddetto effetto aggancio. Successivamente alla prenotazione, dopo aver effettuato il versamento della somma richiesta, l’aderente non viene correttamente informato del fatto che, per conseguire il bene prenotato, verrà inserito in una lista di attesa gestita interamente dal professionista secondo criteri ignoti ai consumatori e che dovrà rimanere in tale lista, per un periodo di tempo che non è in alcun modo indicato, in attesa che si compia il processo di compensazione grazie agli acquisti effettuati da altri acquirenti, salvo ricorrere alla possibilità di riscattare il prodotto prenotato pagandolo però al più elevato prezzo di mercato. Per l'azienda è scattata una sanzione di 150mila euro.

Ammonta a 130mila euro, invece, la terza ed ultima multa, inflitta dall'Agcm a Ibalo. In base allo schema di vendita, l’acquirente è chiamato ad aderire all’offerta pubblicizzata effettuando il pagamento di una somma di solito pari al 30% del valore del bene prescelto e, successivamente, per ottenere quanto prenotato al prezzo scontato, deve necessariamente convincere altri tre consumatori (c.d. amici) ad aderire a loro volta all’offerta di Ibalo effettuando una prenotazione per beni almeno di pari valore. Solo a seguito dell’effettiva adesione di tre “amici”, della loro prenotazione e del versamento dei relativi importi “scontati”, il primo consumatore può ricevere il bene al prezzo di prenotazione. Nel caso di specie, Ibalo risulta aver fornito una rappresentazione incompleta, poco trasparente e non veritiera in merito ai seguenti elementi: il prezzo di offerta dei prodotti, subordinato a condizioni imprevedibili e aleatorie, i termini e le condizioni del “Programma” proposto, la natura effettiva degli impegni che il consumatore assume, nonché infine il meccanismo del processo di vendita e i tempi di attesa ai fini della consegna del prodotto nonché le reali possibilità di conseguire i beni prenotati. Omissioni e ambiguità informative tali, per l'Antitrust, da indurre in errore il consumatore medio facendogli assumere una decisione di natura commerciale in merito all’acquisto on line mediante il meccanismo di vendita Ibalo, che altrimenti non avrebbe preso.