Martedì, 26 Novembre 2019 10:15

Da un'attività di successo all'incubo delle banche, la storia di un imprenditore “distrutto dalla giustizia”

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Un ex imprenditore caduto nella rete dell'inattivismo del sistema giudiziario. Si descrive così il signor Maurizio (per questioni di privacy preferiamo non pubblicare il cognome), che ha deciso di rivolgersi all'Associazione Codici per denunciare la sua storia. Anni ed anni di sofferenze, di difficoltà economiche e di battaglie legali.

Dal successo al crollo

“Per circa 20 anni – racconta il signor Maurizio – ho lavorato per un'importante azienda di arredamenti, dirigendo due punti vendita in Molise. Si era creata una bella realtà lavorativa. Oltre a me ed a mia moglie, c'erano 6 dipendenti, a cui se ne sono aggiunti altri 2 per il settore trasporti e consegne. Tutto andava bene, fino a quando ho fatto la scoperta che ha cambiato tutto. L'azienda, inspiegabilmente, applicava una doppia Iva sulla merce. All'inizio non volevo crederci. Ho chiesto chiarimenti, ma ho ricevuto solo risposte vaghe e confuse. È stato un colpo tremendo per l'attività. Da quel momento per me sono iniziati i problemi, perché le entrate sono crollate a causa di una spesa extra che in 10 anni mi è costata quasi 1 milione di euro. Ho le carte che dimostrano quello che sto dicendo e l'ho anche denunciato, solo che per i giudici il reato c'è, ma non è possibile trovare il colpevole”.

La beffa della giustizia

E qui inizia la seconda parte dell'incubo che sta vivendo l'imprenditore. “La giustizia mi ha distrutto – il suo sfogo – i giudici hanno sostenuto che il caso non è di loro competenza e così dopo circa 4 anni la vicenda è passata da Campobasso a Milano. Nel frattempo, però, il mio patrimonio si è prosciugato per far fronte alle spese non solo delle attività, che sono state chiuse nel 2011, ma anche della giustizia e delle banche. E pensare che le perizie dicono che gli istituti di credito hanno applicato dei tassi da usura sui mutui ipotecari, ma i giudici non hanno creduto a queste relazioni, disconoscendole senza possibilità di appello e negando la concessione e la sospensione dei termini come prevede la legge sulla tutela delle vittime di usura”.

Un appello e un monito

Le conseguenza di questa situazione sono drammatiche. “Nel tempo – spiega il signor Maurizio – ho dovuto fare i conti con la perdita totale di beni immobili e mobili per oltre 2 milioni di euro, vogliono portarmi via la casa e mia moglie è stata ricoverata in ospedale per gravi motivi di salute. Sono disperato, mi sono rivolto alla giustizia illudendomi che avrei ricevuto aiuto e invece ho avuto soltanto problemi. Ho deciso di raccontare la mia storia nella speranza che qualcuno intervenga in mio soccorso, ma anche perché temo che altri imprenditori si trovino nella mia stessa situazione e magari denunciando quanto mi è accaduto si può accendere un riflettore su una realtà poco conosciuta e per questo poco seguita dalle istituzioni”.