Giovedì, 14 Maggio 2020 09:27

Codici: norme chiare per tutelare i lavoratori di bar e ristoranti

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In vista dell'imminente riapertura delle attività commerciali che prevedono il contatto con il pubblico, come ristoranti e pizzerie, l'associazione Codici ha deciso di puntare l'attenzione su un aspetto finora rimasto marginale.



Si parla molto di cosa cambierà per i cittadini, ma poco di quello che attende chi tornerà al lavoro. Per questo dalla Sicilia arriva un appello che Codici estende a tutte le istituzioni.

"Il Decreto Cura Italia – spiega l'avvocato Vincenzo Maltese, componente dell'Ufficio Legale di Codici Sicilia – ai fini dell'erogazione delle prestazioni Inail, equipara i casi di infezione da Covid-19 sul posto di lavoro all'accertamento di ogni altro evento infortunistico. Un eventuale contagio di un dipendente, quindi, sarebbe considerato un infortunio sul luogo di lavoro, ai fini della relativa assicurazione obbligatoria. Questa disposizione comporta delle delicate criticità interpretative, sia dal punto di vista delle modalità di accertamento delle infezioni da Coronavirus in occasione di lavoro, fatte di presunzioni ed indizi, sia delle misure che il datore di lavoro deve porre in essere per scongiurare ogni rischio di contagio e, dunque, essere esente da qualsivoglia responsabilità di natura civile e penale. È evidente – sottolinea l'avvocato Maltese – che questa indeterminatezza potrebbe portare gravi e sproporzionate conseguenze per i datori di lavoro se non verrà espressamente adottato un elenco dettagliato e circoscritto di misure precauzionali. Per queste ragioni – conclude il legale dell'associazione Codici – riteniamo che il Governo debba circoscrivere ogni automatica estensione giudiziaria della norma per evitare pretestuose azioni con finalità risarcitorie e, al tempo stesso, abbiamo deciso di scrivere al Prefetto di Trapani per sollecitare le istituzioni locali a fare chiarezza sulle misure che i titolari dovranno applicare per tutelare i propri dipendenti".