Lunedì, 20 Luglio 2020 13:18

Si allargano le verifiche dell'Antitrust sugli abbonamenti in Serie A

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L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due nuovi procedimenti istruttori in materia di clausole vessatorie nei confronti delle società di calcio di Serie A.

 

Brescia e Lecce

Questa volta a finire sotto la lente di ingrandimento dell'Antitrust sono Brescia e Lecce, che si aggiungono a Atalanta, Cagliari, Genoa, Inter, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese. I procedimenti sono scattati in seguito al mancato accoglimento dell'invito alle due società, datato 24 gennaio 2020, con cui l'Autorità ha richiesto di rimuovere dalle rispettive condizioni contrattuali le clausole che avrebbero potuto risultare vessatorie. 

Obiettivo delle verifiche

Lo scopo dell'istruttoria avviata nei confronti di Brescia e Lecce è valutare la possibile vessatorietà di alcune clausole contenute nelle condizioni generali del contratto di abbonamento annuale. Nello specifico, si tratta delle clausole che appaiono redatte secondo modalità non chiare e comprensibili di quelle che attribuiscono alle società facoltà di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali di abbonamento e, infine, di quelle che escludono il diritto dei consumatori:

  • ad ottenere il rimborso di quota parte dell'abbonamento sia per fatti imputabili alla società che di impossibilità sopravvenuta della prestazione, che comportino la chiusura totale o parziale dello stadio;
  • a conseguire il risarcimento del danno qualora tali eventi siano direttamente imputabili alla società.


In particolare dette clausole potrebbero risultare vessatorie ai sensi degli artt. 33,34 e 35 del Codice del Consumo, perché, escludendo o limitando la responsabilità delle società di calcio, comporterebbero un significativo squilibrio a carico dei consumatori nelle prestazioni contrattuali.

Le correzioni di Spal e Verona

Lo stesso invito era stato rivolto anche a Spal e Hellas Verona, che hanno poi modificato le condizioni generali di contratto. Le due società hanno rimosso i profili di possibile vessatorietà evidenziati nelle lettere di moral suasion, tanto che l'Antitrust ha archiviato i relativi procedimenti.
Ultima modifica il Lunedì, 20 Luglio 2020 13:51