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Lunedì, 29 Dicembre 2014 16:57

Energia, l’Autorità esulta per un falso calo dei prezzi

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L’Associazione CODICI si chiede perché continuare a mantenere l’AEGSII dal momento che non si riesce ad abbassare il prezzo per i piccoli consumatori e il mercato libero non decolli





Roma, 29 dicembre 2014 – I dati usciti oggi sull’aumento del costo dell’energia in Italia, prodotti dall’Autorità, confermano quello che l’Associazione dei consumatori CODICI afferma da tempo: per i piccoli consumatori non c’è scampo, il libero mercato non è mai decollato, anzi, ha soltanto agevolato i grandi energivori o operatori.

Secondo l’Autorità il calo dei prezzi sarebbe intorno al 3% ma in verità la diminuzione è ben più tiepida: il risparmio è solo dello 0,6% sull'energia e il 6% sul gas.

“Notiamo che la diminuzione del prezzo è inesistente, nonostante il crollo del mercato del petrolio e la riduzione dei consumi. Per i consumatori il risparmio effettivo è solo di 72 euro l'anno in tutto. Niente rispetto a quello che dovrebbe accadere in un mercato competitivo”, commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale Codici, e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali CODICI.

Ad esempio nel periodo dal 2009 al 2013 nel mercato della maggior tutela il costo in euro per ogni Mwh è sceso dai 67 iniziali ai 65. Nel libero mercato invece è salito. Sono aumentate le tariffe senza alcun riferimento al mercato ma per colpa di componenti presenti nella bolletta come per esempio della voce rinnovabili pari a 4,5 miliardi nel 2010 salita a 13 miliardi nel 2013. Gli energivori, ovvero le grandi industrie che consumano massicciamente l’energia, che hanno beneficiato di un aumento di detrazioni da 376 milioni nel 2010 ai 459 milioni nel 2013.

Ben altra cosa invece rappresenta la quota destinata a bonus elettrico per i consumatori passati da 157 milioni a 18 nel 2013.

“Ci chiediamo che senso abbia mantenere l’Autorità dell’energia dal momento che non è stata capace di liberare il mercato dagli operatori che detengono ancora una quota predominante (vedi il 95% di Enel). Siamo stanchi inoltre – dichiarano - che la SOGIN spenda il 2,40% degli oneri generali di sistema (pari a 500 milioni di euro l’anno) per fare lo smantellamento delle centrali nucleari e prelevi più dello Stato, delle province e dei comuni messi insieme. Siamo poi stanchi di finanziare il GSE che ancora riceve lo 0,50% pagato dai consumatori nella bolletta per oneri generali e Ferrovie dello Stato per il 4,3%”.

“Secondo gli ultimi annunci, si vuole cambiare la struttura tariffaria della bolletta che costringerà il consumatore a pagare oltre 100 euro in più l’anno senza sfiorare chi ha la doppia casa o chi non provvede all’efficienza economica”.

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