Martedì, 13 Dicembre 2016 13:59

Sentenza apripista :“Basta pregiudizi, il figlio vivrà col papà” Codici: ci auguriamo che questa sentenza faccia giurisprudenza

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A dirlo è un giudice del Tribunale di Catania che, con un'importante sentenza, ha stabilito che il figlio di una coppia in corso di separazione che ha ottenuto l'affido congiunto, vada a vivere con il padre.

Una sentenza che deve fare da apripista nelle cause sull'affidamento dei figli in seguito alle separazioni tra coniugi, e che si pone in contrasto con quanto avviene nella stragrande maggioranza dei casi.

Troppe volte, infatti, quando si decide sull'affidamento dei figli, emerge un pregiudizio intrinseco che vede il collocamento “naturale” dei figli, soprattutto piccoli, presso la casa della madre, considerata genitore di serie A rispetto al padre, costretto in situazioni di drammatica povertà e disagio.

I giudici, in caso di affido condiviso, adottano provvedimenti stereotipati a favore dell'ex sesso debole, pur non essendo presenti reali motivazioni che pesino da una parte piuttosto che dall'altra.

Nonostante entrambi i genitori siano ritenuti ugualmente in grado di sostenere le esigenze dei propri figli, solo il 5% dei bambini in affido congiunto vengono dati ai padri, e non viene garantito il principio di bigenitorialità che i padri separati rivendicano sempre con più forza.

Il giudice di Catania, invece, dopo aver sottoposto entrambi i genitori a perizia medico-legale attitudinale, ha deciso che il bambino andasse a vivere a casa del padre e che fosse la madre a versare 500 euro all'ex marito, per il mantenimento del figlio.

Codici esprime lode verso il provvedimento adottato dal giudice del Tribunale di Catania, che mette in evidenza quanto la giurisprudenza italiana presenti ancora troppe criticità e ingiustizie sul tema dell'affidamento dei figli, in seguito alle separazioni.

Finalmente si prende atto di una famiglia con ruoli paritari, dell'importanza rivestita dal padre nella crescita, nello sviluppo e nella vita del figlio.


Lieti che la giurisprudenza italiana stia prendendo una via che tuteli maggiormente i padri, rimane ancora tanto da fare, come testimoniato dalle numerose segnalazioni che quotidianamente giungono alla nostra Associazione.
Continuate ad inviarci le vostre segnalazioni al nostro sito: http://codici.org/voglio-papa.html

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