Mercoledì, 21 Giugno 2017 08:28

Ancora un caso di allontamento di minore, strappato via dalla propria famiglia perché amava giocare a nascondino Codici annuncia un esposto alla Procura della Repubblica

Vota questo articolo
(0 Voti)
Di nuovo una situazione paradossale, ancora un minore sottratto alla propria famiglia sulla base di discutibili perizie da parte di assistenti sociali superficiali.

La madre si rivolge ai servizi sociali perchè si trova in una situazione di forte disagio economico. Vuole un aiuto, un modo per far vivere dignitosamente la sua famiglia e il suo bambino.

Riceve in cambio, invece, l'allontamento del suo bambino di soli tre anni.
La motivazione, come in moltissimi casi segnalati alla nostra Associazione, appare impalpabile e immotivata.
Se non bastasse che, per la legge 149/2001 art. 2, i motivi economici mai dovrebbero essere motivo di allontamento dal nucleo familiare e invece parrebbero diventarlo, la valutazione psicologica fatta in questa vicenda appare ancor più agghiacchiante.
Il bambino sarebbe stato allontanato perché amava giocare a nascondino, dimostrando meno anni di quelli che realmente aveva.
Perizie non fondate su basi scientifiche ma su impressioni, dunque, e anche superficiali che, in mancanza di un contraddittorio tra le parti, diventano la base giuridica di provvedimenti di espropriazione violenta dei figli.
Ma, anche in seguito, la storia è piena di irregolarità.
Mamma e figlio vengono collocati in una comunità, senza prendere minimamente in considerazione il padre del bambino, da questo momento tagliato completamente fuori.
La madre lascia momentaneamente la comunità per lavorare in modo da poter pagare un debito. Convinta che superato il momento di difficoltà economica la situazione si sarebbe risolta e avrebbe potuto riportare il suo bambino a casa.
A causa di un'incomprensione culturale, la mamma del bambino non è italiana, viene accusata di abbandono e quello che succede in seguito è in realtà molto diverso da quello che sperava.
Il bambino viene dato in affidamento e può vedere i genitori soltanto un'ora ogni 15 giorni, sotto lo stretto controllo degli assistenti sociali, senza la presenza di un interprete.
Nonostante la verità sia venuta a galla, la situazione non pare avere ancora una risoluzione.

E' inconcepibile che un minore venga allontanato dalla sua famiglia sulla base di mere illazioni e accuse senza alcuna verifica della loro fondatezza, senza un contraddittorio e senza un'accurata attenzione da parte dell'autorità che dovrebbe garantire regolarità e trasparenza.
Chi si assume la responsabilità di aver causato un trauma indescrivibile a questa famiglia e in primis al bambino?
La nostra Associazione rimane a disposizione di tutte le famiglie, purtroppo sempre più numerose, che volessero segnalarci i casi di cui sono vittima al numero 06.55301808.

codici-dacci-il-5