Venerdì, 30 Settembre 2016 14:33

Merendine all'olio di palma nelle scuole di Roma

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Nell'alimentazione scolastica vince il cibo spazzatura

 


L'educazione alla corretta alimentazione dovrebbe partire anche dalla scuola. E' fondamentale il ruolo svolto dagli insegnamenti riguardo a questo tema così delicato. L'organizzazione mondiale della sanità mette in allarme con dati che appaiono sconvolgenti: le malattie legate ad una cattiva alimentazione sono in forte crescita, l'obesità infantile è sempre più diffusa e addirittura l'aspettativa media di vita dei figli risulta minore di quella dei genitori. E' quanto emerso da una ricerca portata avanti in America ma è allarmante quanto i dati siano in aumento anche in Europa e in Italia.
La scuola dunque dovrebbe prevenire e istruire i ragazzi al consumo di cibi salutari.
I menù della refezione scolastica, in teoria, parrebbero incentivare una corretta alimentazione: la merenda, infatti, consiste esclusivamente nella frutta fresca.
Peccato che quello che abbiamo riscontrato nelle scuole romane, nella realtà, è molto diverso.
Le norme, che in teoria sono corrette, vengono stabilite su base regionale o addirittura nazionale, con l'apporto e il consenso di medici pediatri e nutrizionisti che pensano diete bilanciate e studiate in funzione dei bambini. Il problema sta nell'attuazione di tali norme.
Nelle scuole italiane non è concessa l'introduzione di nessun cibo, torta fatta in casa, panino o addirittura acqua che sia, ma paradossalmente viene concessa la distribuzione di caramelle o merendine confezionate.
Sul menù ufficiale(https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/Menuestivo20142017rettificatoinfanzia.pdf) infatti non risultano mai citate come alternativa al prodotto fresco le tanto pubblicizzate merendine di cui ignoriamo origine e produttore. E' a tutti gli effetti junk food, il cibo spazzatura di cui tanto si parla.
E' gravissima la distribuzione di questo cibo nelle scuole non solo per le conseguenze negative che possono esserci sulla salute dei bambini, ma anche per il messaggio espresso con esso: si vuole far passare per corretta e sana un tipo di alimentazione assolutamente sbagliata e pericolosa. A promuovere un tipo di alimentazione fortemente sconsigliata nell'infanzia, contribuisce anche la presenza di distributori nelle scuole. Nonostante non dovrebbero essere utilizzate dagli alunni ma dagli adulti presenti nella scuola, il concetto è assolutamente insensato: si vuole vietare il cibo spazzatura non permettendo ai ragazzi di utilizzare queste macchinette distrubutrici, ma nello stesso momento si da l'esempio più sbagliato in quanto gli adulti non solo le utilizzano ma lo fanno passare come “normale”.
Il servizio di refezione scolastica si distingue in gestione diretta, ossia gestito direttamente da Roma Capitale e il Municipio territorialmente competente, e gestione autonoma gestito dalla scuola.
Come mai nelle scuole dove il Comune è stazione appaltante è poco diffuso il junk food, mentre in quelle gestite autonomamente si preferiscono cibi spazzatura?
Non è tollerabile che nelle mani dei bambini vadano a finire merendine confezionate composte prevalentemente da grassi e zuccheri e quasi sicuramente contenenti olio di palma. Il problema esiste nel momento in cui mentre le morti a causa del cancro diminuiscono grazie all'innovazione medica, ma quelle per obesità aumentano vertiginosamente. Che la scuola ritorni ad assumere quel ruolo fondamentale che le spetta e che i bambini imparino a prevenire i rischi di una alimentazione scorretta, adottando uno stile di vita sano.

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