Mercoledì, 29 Maggio 2019 07:52

Ok dell'Oms alla risoluzione sulla trasparenza dei prezzi dei farmaci

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L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato la risoluzione sulla trasparenza dei prezzi dei farmaci promossa dall'Italia con il supporto di altri 22 Stati.

Nel testo si esortano gli Stati membri a migliorare la condivisione pubblica delle informazioni sui prezzi effettivi pagati dai governi e da altri acquirenti per i prodotti sanitari e una maggiore trasparenza sui brevetti farmaceutici, i risultati delle sperimentazioni cliniche e altri determinanti del prezzo in ogni fase della catena: dal laboratorio all’armadietto dei medicinali del paziente.

Grande soddisfazione viene espressa dal Ministro della Salute Giulia Grillo: "Il mondo intero ha creduto alla nostra proposta di risoluzione che rappresenta una sfida per una maggiore equità nell’accesso alle cure e ora gli Stati si impegnano ad adottare i princìpi che abbiamo portato avanti perché non vi siano più barriere al diritto alla salute. Fino ad oggi mettere in discussione i criteri dei prezzi dei medicinali è stato un tabù, ma adesso qualcosa è cambiato. La decisione dell’OMS apre una nuova rotta nei negoziati sui prezzi dei farmaci, ponendo un principio di trasparenza da cui non si torna indietro. Negoziare sulla base di informazioni più complete porterà a migliorare il dialogo con l’industria, ad avere un mercato più competitivo e innovativo e quindi a comprare più salute a parità di risorse".

La risoluzione è stata accolta dai 194 Paesi membri dell’OMS come una rivoluzione che aprirà scenari di maggiore equità nell’accesso alle cure. Per la prima volta e dopo un intenso lavoro, l’Italia ha catalizzato l’attenzione mondiale su un tema di rilevanza cruciale per la salute pubblica.

La risoluzione promossa dall’Italia dal titolo "Improving the transparency of markets for medicines, vaccines, and other health products" ha avuto come co-sponsor: Algeria, Andorra, Botswana, Brasile, Egitto, Eswatini, Grecia, India, Indonesia, Kenya, Luxembourg, Malesia, Malta, Portogallo, Federazione Russa, Serbia, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Sri Lanka, Uganda e Uruguay.

Approfondimenti sul sito del Ministero della Salute: clicca qui.

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