È impietoso il quadro della Sanità che emerge dal Rapporto Pit Salute e dal Rapporto Censis, presentati nei giorni scorsi.

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Un altro triste primato, un altro trofeo da aggiungere nella desolante bacheca della Sanità italiana.

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Il SSN compie oggi 40 anni. L’ Associazione CODICI, che si batte da anni per il diritto alla salute e alle cure dei malati, ha attivato varie campagne sui temi legati alla Sanità come “Indignamoci”, “Riprendiamoci la salute”, “Piaghe da decubito”.
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l Pronto Soccorso, il primo servizio d’emergenza a cui va incontro il cittadino che necessita di cure tempestive, è in uno stato di disorganizzazione tale che, da nord a sud della Penisola, la situazione non cambia, specie nel periodo estivo, e si moltiplicano le storie e casi di mancata assistenza sanitaria.

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CODICI: necessario rimettere mano in maniera decisiva al Servizio Sanitario Nazionale

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Per CODICI occorre riportare al centro i bisogni degli utenti e non degli operatori che hanno la responsabilità di questo decadimento del servizio sanitario
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L’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha stabilito un ordine delle priorità sulla sanità pubblica regionale, svelando quali sono le azioni da intraprendere a stretto giro e quali gli obiettivi dei cinque anni di legislatura.
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Su 10 milioni di pazienti ricoverati ogni anno negli ospedali italiani, circa il 6% contrae un’infezione ospedaliera durante la degenza e l’1% di questi 600.000 andrà incontro al decesso.
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La situazione in cui versa il Servizio Sanitario Nazionale, come più volte segnala la nostra Associazione CODICI, tra casi di malasanità, liste d’attesa interminabili e Ospedali affollati, ha portato la diretta conseguenza di un aumento considerevole del numero di italiani che si rivolge a strutture private pur di accedere alle prestazioni sanitarie in tempi ragionevoli.

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A pochi giorni dalla sentenza del Tar che lo scorso 29 maggio ha annullato il decreto siglato dal Commissario ad Acta della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che stabiliva tempi massimi predefiniti e rigorosi per 63 esami specialistici, l’Associazione CODICI ha deciso di impugnare la sentenza al Consiglio di Stato.
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