Giovedì, 09 Aprile 2020 12:08

Decreto Cura Italia, i dubbi dell'Antitrust

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Anche l'Antitrust interviene sui lavori per la conversione del Decreto Cura Italia.

E lo fa sollevando alcune perplessità che l'associazione Codici condivide e rilancia.

"Nella piena consapevolezza della drammaticità della fase che il nostro Paese sta attraversando - si legge nella nota diramata dall'Antitrust - e dell'assoluta esigenza di interventi tempestivi del Governo per fronteggiare l'emergenza in atto, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in pieno spirito collaborativo e costruttivo e nel pieno rispetto delle prerogative costituzionali del Parlamento, suggerisce, in sede di conversione del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, di valutare con estrema attenzione la proporzionalità, ragionevolezza, necessità e temporaneità di tutte quelle misure che, con il lodevole obiettivo di tutelare la salute pubblica e proteggere nell'immediato le fasce più deboli del nostro sistema economico, possono pregiudicare la ripresa e le possibilità di crescita, una volta terminata la fase emergenziale. In questa prospettiva, l'Autorità non può non esprimere riserve su alcune proposte di modifica del decreto "Cura Italia" che, tra le altre, finiscono per introdurre misure destinate a ingessare, se non a sospendere, il confronto competitivo in interi settori produttivi".

Cambio operatore e nuovi numeri

"Un esempio emblematico al riguardo - spiega l'Antitrust - è rappresentato da un emendamento parlamentare volto a bloccare il cambio di operatore telefonico o la generazione di nuovi numeri che non siano già in corso durante l'intera fase di emergenza. In ragione del fatto che la portabilità e la maggior parte dell'attività di migrazione vengono svolte da remoto senza interazione fisica, si tratta di una misura che si rivela nella sostanza certamente sproporzionata, anche in una fase di emergenza quale quella che stiamo attraversando, traducendosi nell'impossibilità per i clienti di cambiare fornitore di servizi di telefonia fissa e mobile, in un momento in cui appare particolarmente importante trovare l'offerta commerciale più consona alle nuove esigenze e preziosi possono essere i benefici del confronto competitivo, in termini di prezzi più bassi o servizi migliori".

Fibra ottica

Secondo l'Autorità, anche la concorrenza infrastrutturale funzionale all'offerta dei servizi di comunicazione da rete fissa rappresenta un passaggio cruciale per affrontare le diverse fasi dell'emergenza, dal suo picco sino alla sua graduale conclusione. "In questa prospettiva - sostiene l'Antitrust - vi sono diversi interventi che possono comportare una più veloce costruzione della rete in fibra ottica, come quello di ridurre gli oneri amministrativi previsti per la realizzazione delle reti, favorire la condivisione delle infrastrutture e aumentare il grado informativo rispetto alle infrastrutture esistenti mediante lo strumento, ancora non totalmente operativo, del Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture (SINFI). Limitatamente alle aree bianche, potrebbero essere previste deroghe alla regolamentazione vigente volte a permettere l'avvio di un maggior numero di cantieri e una più veloce costruzione della rete. Le amministrazioni locali, inoltre, potrebbero mettere a disposizione dei vari operatori le infrastrutture atte ad ospitare le reti di telecomunicazione già esistenti e di loro pertinenza, ad esempio con forme di convenzione con gli operatori di telecomunicazione".

Trasporto pubblico locale su gomma

Analogamente, l'Autorità auspica che in relazione alle proposte di proroga di gare e concessioni venga effettuato un attento e necessario bilanciamento tra i benefici di breve periodo e i possibili costi che si potrebbero manifestare in un orizzonte temporale più ampio. "I provvedimenti - afferma l'Antitrust - tesi a posticipare il confronto concorrenziale dovrebbero infatti trovare la propria legittimazione in una rigorosa temporaneità, in quanto direttamente funzionali al superamento dell'emergenza. Ci si riferisce, in particolare, ai servizi di Trasporto Pubblico Locale su gomma (TPL). Molte amministrazioni locali, prima dell'emergenza Covid19, stavano avviando le procedure per l'affidamento dei servizi. Se un periodo di sospensione delle gare può apparire ragionevole, le proroghe degli affidamenti (peraltro già tutti in regime di prorogatio dal 3 dicembre 2019) dovrebbero comunque essere di durata proporzionata alle reali esigenze delle amministrazioni in modo da consentire quanto prima il ricorso a strumenti idonei a favorire un utilizzo efficiente delle risorse pubbliche. Il divieto di proroghe automatiche e generalizzate rappresenta infatti un principio, di derivazione europea, costantemente sostenuto dall'Autorità, in quanto idoneo a impedire indebitamente l'accesso al settore di nuovi e più efficienti operatori".

Secondo l'Antitrust, appare infine importante, in generale, che vi sia piena consapevolezza delle implicazioni che alcune misure dettate oggi dall'emergenza potranno avere sulla struttura competitiva della nostra economia in un prossimo futuro, quando sarà fondamentale recuperare il più rapidamente possibile il terreno perduto durante il faticoso periodo di quarantena.

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